Il piacere della normalità

Solo qualche abbraccio con i nipoti e gli amici al momento dell’elezione alla più alta carica dello Stato; istanti di contenuta emozione immortalati nell’immagine postata su Facebook dal nipote. Probabilmente sarà il solo frammento di vita privata che ci resterà del settennato di questo uomo schivo e sensibile che è il nuovo presidente della Repubblica. Una personalità che rifugge da riflettori e gossip, che ha il carisma di uno straccio bagnato (copyright Nigel Farage) ma è capace di «bucare gli schermi», che parla con il ritmo monocorde di un monaco tibetano ma riesce ad colpire il cuore di milioni di persone con la rigorosa semplicità delle sue riflessioni.

Nel suo discorso al Camera in occasione del giuramento ha confermato una linea di pensiero e di azione che è la stessa che ha ispirato il suo lungo impegno in politica e nel Parlamento, nella sua «vita precedente». L’apertura al dialogo verso tutti, senza pregiudizi ma senza alcun cedimento sui princìpi fondamentali. Il richiamo ai valori della Resistenza, della solidarietà, della lotta alle discriminazioni indicano con chiarezza quali saranno le stelle polari che guideranno il suo cammino. E’ questo il suo vero punto di forza, ma che potrebbe rivelarsi anche un punto di debolezza. Come ha mostrato infatti l’esperienza di alcuni suoi predecessori, soprattutto Scàlfaro e Napolitano, non è facile mantenere dritta la barra, senza pagare dei prezzi, anche alti in termini di consenso popolare.

Il discorso integrale del presidente Sergio Mattarella alle Camere

Ci aspettiamo che Mattarella corra questo rischio, e siamo certi che non gli mancherà il coraggio delle scelte difficili. Un paese stanco di risse e promesse, disorientato e sfiduciato, ha bisogno di un bagno salutare di valori e di principi, da tempo smarriti, e di uomini che sappiano autorevolmente rappresentarli. E ha anche un bisogno disperato di sana normalità. Che il presidente della Repubblica incarna meglio di chiunque altro.

 

 

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