Ecco l’Europa secondo Renzi. Il documento italiano di riforma della UE

Il governo italiano ha reso pubblico il contenuto del documento che ha già inviato a Bruxelles in vista del prossimo Consiglio europeo del 25/26 giugno, dove si parlerà di riforme istituzionali dell’UE. Ma quali riforme? Ciascun paese le intende a modo proprio. Il confronto, perciò, rischia di trasformarsi in una babele inconcludente.

Il premier Cameron, dopo la conferma elettorale, ha aumentato la pressione sull’UE chiedendo una «riforma» dei Trattati e presenterà un  documento in tal senso al prossimo Consiglio europeo di giugno. Chiede in sostanza meno vincoli per il suo paese, in materia economica e sociale (immigrazione). Meno di quei pochi che attualmente ha in forza delle opzioni di salvaguardia ottenute dal Regno Unito nel corso di anni di estenuanti trattative con le istituzioni europee. Se non otterrà quel che chiede minaccia di indire entro due anni un referendum sull’appartenenza della GB all’Europa, con il probabile esisto di decretarne l’uscita, visto il sentimento di ostilità che la gran parte dei cittadini di Sua Maestà sembrano nutrire verso Bruxelles.

236060-bigI due paesi fondatori dell’UE, Germania e Francia, in un vertice segreto di Merkel e Hollande, hanno però subito risposto «no, grazie» alle pretese di Cameron. In un documento comune, presentato lo scorso 23 maggio, sempre in vista del Vertice di giugno, e reso noto da Le Monde, hanno detto no alla riforma del Trattato di Lisbona, e al contrario hanno sottolineato la comune volontà di procedere verso una «sempre più stretta integrazione dell’Unione Economica e Monetaria». Cioè di andare nella direzione opposta a quella indicata da Cameron. Per il premier inglese è stato uno schiaffo, un’umiliazione, sottolinea la stampa britannica.

Il documento italiano

E l’Italia? Il nostro governo ha trasmesso nei giorni scorsi agli uffici della Commissione e del Consiglio un proprio documento, dal titolo eloquente: «Completare e rafforzare l’Unione Economica e Monetaria» (qui il testo in inglese) . È un testo complesso e ancora provvisorio, il cui senso generale è un’adesione alle posizioni federaliste franco-tedesche, ma con alcune importanti differenze. Intanto, c’è una netta presa di distanze dalle politiche di rigore. Si indica, infatti, il modello Usa e la politica monetaria espansiva come un esempio di efficacia e rapidità per la soluzione delle crisi. Basta dunque con il rigore fine a sé stesso, perché «si sta estendendo a macchia d’olio fra i cittadini la disaffezione verso il progetto europeo», e questo comporta il successo dei movimenti populisti: per troppo tempo nell’opinione pubblica, «l’Europa è stata identificata con l’austerity».

Occorre, dunque, cambiare strada, e portare a compimento il quadro dell’Unione economica e monetaria. L’Europa, dice il testo con accenti renziani, il «si trova oggi di fronte ad un bivio fra il continuare a tirare avanti alla giornata o affrontare con determinazione le nuove sfide», che sono la crescita, il lavoro, la fiducia che va ristabilita fra cittadini ed istituzioni comuni.david-cameron-eu-referendum-390x285

Sulla scia della spinta impressa da Draghi alle riforme,  il documento italiano indica la necessità di completare l’Unione Bancaria, ma anche quella Economica, Fiscale e Politica. Questo deve avvenire, come sostengono la Merkel e Hollande, senza metter mano alla riforma dei Trattati: almeno in questa prima fase, poi potrebbe rendersi necessario. I quattro cardini sui quali si deve sviluppare l’azione riformatrice sono: l’irreversibilità dell’euro (quindi, stop a progetti quali Grexit), la capacità di resistenza alle crisi, una migliore performance che guardi al modello USA, superando i limiti attuali della costruzione europea, e, infine la solidarietà, che «insieme alla responsabilità è l’elemento costitutivo di un’Unione Economica e Monetaria ben funzionante». Un tema, quello della solidarietà, che certo non incontrerà il favore di Berlino.

Fra le righe, spunta anche una mano tesa a Londra sul tema che le sta più a cuore: l’accesso al grande Mercato Unico europeo, i cui benefici sarebbero negati al Regno Unito nel caso di una sua uscita dall’Europa. Il Single Market, si legga nel documento, deve diventare «strumento di crescita e innovazione». Per questo bisogna superare «resistenze interne, difesa degli interessi nazionali, barriere istituzionali e strettoie a livello nazionale ed europeo».

Questa, in estrema sintesi, la posizione italiana sulle riforme UE, che verrà discussa al vertice di fine giugno insieme alle proposte degli altri paesi, e soprattutto a quella franco-tedesca. Il Consiglio di giugno è solo il primo passaggio di un processo assai complesso, quindi non c’è da attendersi conclusioni immediate. Ma questa volta il Regno Unito, brandendo la minaccia di referendum, ha messo l’Europa alle strette, costringendola a reagire. E la storia ci dice che l’Unione riesce a superare il proprio tradizionale immobilismo solo quando si trova con le spalle al muro.

2 comments for “Ecco l’Europa secondo Renzi. Il documento italiano di riforma della UE

  1. Alexander D. Ricci
    28 Maggio 2015 at 15:16

    Seguendo il link interno al pezzo non si arriva al documento attribuito al governo italiano nell’articolo.

    • 28 Maggio 2015 at 15:25

      Grazie della segnalazione. Ho provveduto ad inserire il link corretto

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