Tutto sul nuovo Parlamento europeo

Il Parlamento europeo è stato il primo fra i grandi organismi dell’Unione a darsi un nuovo assetto in conseguenza del voto dello scorso maggio. Vediamo quali sono i nomi, i numeri e le principali novità della nuova legislatura europea. Sono bastate due sedute, più una terza riunione a Bruxelles il 7 luglio per mettere a punto la nuova struttura del Parlamento europeo. Dal voto di maggio è emerso un quadro politico profondamente diverso rispetto a quello della scorsa legislatura: i gruppi tradizionali e storicamente europeisti, come il PPE, S&D e i liberali dell’ALDE, hanno registrato una più o meno significativa contrazione di consensi, ma sono riusciti insieme, grazie ad un’alleanza di Grande Coalizione, a tenere saldamente in mano le sorti della nuova legislatura.

Le forze euroscettiche hanno invece ottenuto una forte affermazione specie in alcuni paesi chiave, come la Francia, ma nel complesso il loro peso specifico a Strasburgo è risultato, almeno fino a questo momento, vicino allo zero. Anche perché la Grande Coalizione ha dimostrato di possedere i numeri e la determinazione per stendere una sorta di cordone sanitario intorno alle forze anti-europee, riducendole di fatto ad un ruolo marginale. Una scelta non proprio felice, come sottolineato in un precedente articolo.  Confronta qui sotto i risultati, per singolo gruppo politico, fra le lezioni del 2014 e quelle del 2009

Il nuovo parlamento è diverso dal precedente non solo per il numero dei parlamentari (751 oggi, 766 nel 2009), qui l’elenco dei 73 italiani, ma sopratutto per i nuovi poteri che ha acquisito con l’entrata in vigore del Trattato di Lisbona. Leggi in proposito la scheda su poteri e funzioni del nuovo Parlamento europeo.

La messa a punto del nuovo assetto del Parlamento è un’operazione che si svolge per gradi e seguendo una rigida e coerente tempistica. Dapprima vengono creati i gruppi parlamentari entro la scadenza del 23 giugno. I gruppi in questa legislatura come nella precedente sono 7. Marine Le Pen con il leader della Lega Nord Salvini e altri partiti dell’estrema destra populista non è riuscita a formare un nuovo raggruppamento euroscettico (sarebbe stato il terzo, dopo ECR e EFDD) perché non è riuscita a trovare un rappresentante di un 7° paese, condizione necessaria per formare un gruppo, come previsto dal regolamento dell’Euro-assemblea (minimo 25 deputati di 7 paesi). Ci proverà nel prosieguo della legislatura.

Un dato importante è invece il sorpasso degli euroscettici dell’ECR (fra i quali molti sono conservatori britannici) sull’ALDE, che diventa il quarto partito.

Un passaggio importante nella formazione del nuovo assetto del Parlamento è l’elezione dei presidenti dei vari gruppi. Questi i nomi: PPE; Manfred Weber della CSU bavarese, alleato della weber_daul-040614_chairman-electionCDU della Merkel, succede al francese Joseph Daul che era stato in precedenza eletto presidente del partito. Weber è stato protagonista il 2 luglio in Aula a Strasburgo di un duro scontro sul tema della flessibilità con Matteo Renzi, nel giorno dell’inaugurazione del semestre italiano. Per i socialisti del S&D a Martin Schulz, eletto presidente del Parlamento, succede l’italiano Gianni Pittella, esponente del PD e parlamentare europeo di lunghissimo La-corsa-di-Gianni-Pittella-alla-segreteria-Pd_h_partbcorso, già vicepresidente dell’assemblea nella scorsa legislatura. Questi i capigruppo delle altre formazioni: ECR, Conservatori e riformisti europei: Syed Kamall è il nuovo capogruppo; Alde, liberaldemocratici, il leader resta ancora Guy Verhofstadt; GUE, estrema sinistra europea, anche qui una riconferma,la tedesca Gabi Zimmer; Verdi/Alleanza libera europea, 2 presidenti, Rebecca Harms e Philippe Lamberts; EFDD, euroscettici di destra, anche qui 2 presidenti il britannico Nigel Farage dell’UKIP e l’italiano David Borrelli del M5S.

I vertici del nuovo parlamento

Nella prima seduta del nuovo europarlamento a Strasburgo, dall’1 al 4 luglio, è stato eletto il presidedownloadnte. In realtà si è trattato di una riconferma, visto che Martin Schultz, socialdemocratico tedesco, è stato presidente dell’assemblea europea anche nella seconda parte della scorsa legislatura. La sua elezione è stata la prima prova del fuoco della nuova Grande Coalizione europea, ma non ha dato una prova particolarmente brillante, visto che Schultz è passato con 409 voti  su 612 votanti.

Nella stessa sessione è stato eletto downloadanche l’ufficio di presidenza, composto da 14 vicepresidenti e 5 questori. Fra i vicepresidenti il più votato è Antonio Tajani, Forza Italia, gruppo PPE, che ha ottenuto 452 voti, 43 in più dello stesso Schultz, e che diventa in tal modo vicepresidente vicario.  C’è anche un altro italiano fra i vicepresidenti ed è Davide Sassoli (PD del gruppo S&D). Qui sotto l’elenco completo, con i voti ottenuti nelle tre sessioni di votazione:

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Le commissioni parlamentari

Sono il cuore dell’attività del Parlamento europeo, e sono 20 + 2 sottocommissioni. Non tutte hanno a stessa importanza, ed hanno anche diverse dimensioni, ma la loro composizione riflette i rapporti di forza all’interno dell’assemblea, ed inglobano anche i “Non Iscritti”. Qui puoi trovare la composizione delle varie commissioni.

Ciascuna Commissione è composta da un presidente e 4 vicepresidenti. Il “facciario” (ci si passi il bruttissimo neologismo giornalistico per indicare l’infografica) dei presidenti è stato diffuso via Twitter dal Parlamento europeo. (clicca per ingrandire)

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Un aspetto interessante della scelta dei vertici dei comitati è il dominio quasi completo dei partiti della Grande Coalizione. Davvero esigui gli spazi lasciati alle forze diverse da PPE, PSE e ALDE, anche se si tratta di gruppi rilevanti come l’ECR. In questo nostro prospetto la distribuzione delle poltrone all’interno delle commissioni.

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