Parte il semestre italiano, il parlamento elegge Schultz. L’Europa, nonostante tutto, si mette in moto

Per la dodicesima volta dal 1957, a partire da oggi, 1° luglio e fino al prossimo 31 dicembre, l’Italia guida il Consiglio dei ministri dell’Unione europea. E’ una sfida importante, soprattutto sul piano dell’immagine, perché la presidenza semestrale dell’UE può offfrire al premier Renzi l’opportunità di far conoscere ai partner europei un’Italia diversa. Un paese che vuol voltar pagina e che ha cominciato a farlo.

In realtà il semestre “a rotazione” di presidenza del Consiglio dell’Unione europea (l’organismo cui fanno capo i ministri dei 28 paesi dell’Unione) ha poteri ridotti rispetto al passato, sopratutto

Il nuovo logo del semestre italiano

Il  logo del semestre italiano

perché, con il nuovo Trattato di Lisbona, il presidente “stabile” del Consiglio europeo (oggi Herman Van Rompuy) esercita la più importante delle competenze prima attibuite alla presidenza semestrale, cioè il coordinamento del Consiglio europeo, l’organismo che riunisce i capi di stato e di governo.

E tuttavia, alla la guida del Consiglio dei ministri UE non è un impegno da poco, perché questo organismo fra le tante competenze ha anche quella di coordinare ad esempio le politiche economiche degli stati membri, nelle riunioni Ecofin. E indicare l’agenda delle riunioni dei ministri finanziari può servire ad orientare la discussione su temi che il nostro paese giudica rilevanti.

In attesa del discorso che pronuncerà domani Matteo Renzi all’Europarlamento di Strasburgo, c’è da augurarsi che il semestre italiano sia improntato alla sobrietà e alla concretezza, due elementi che mancarono all’ultimo semestre italiano, quando era presidente del consiglio Slvio Berlusconi. Renzi difetta della prima, ma eccelle nela seconda. Un riequilibrio fra queste due virtù sarebbe  quindi opportuno.

Per ora il governo ha definito i tre macro-obiettivi della presidenza italiana; crescita, occupazione, immigrazione. Un programma ambizioso che impegnerà anche le successive presidenze della Lettonia e del Lussemburgo. Quella italiana è stata infatti definita una presidenza breve, perché nei primi tre mesi le istituzioni europee saranno concentrate sopratutto sul rinnovo dei vertici.

A Strasburgo Schultz eletto presidente

Martin Schultz

Martin Schultz

In contemporanea con l’avvio del semestre italiano, a Strasburgo la prima riunione del nuovo europarlamento ha eletto anzi confermato a maggioranza assoluta, con 409 voti, il socialdemocratico tedesco Martin Schultz alla presidenza dell’europarlamento per i prossimi due anni e mezzo. Qui sotto la proclamazione dei risultati del voto da parte del presidente provvisorio dell’assemblea, l’italiano Gianni Pittella.

Nella sua seduta inaugurale, l’europarlamento ha proceduto anche all’elezione dei 14 vicepresidenti e dei 5 questori. Eletti fra gli italiani Antonio Tajani, Forza Italia, ex vicepresidente della Commissione europea, il più votato, anche dello stesso Schultz, e Davide Sassoli, PD. Il grillino Fabio Massimo Castaldo  candidato dal gruppo di Farage, non è riuscito a ottenere i voti necessari per essere eletto vicepresidente.

BrccN2QIMAA1qxZCome era prevedibile la seduta è stata accompagnata dalla scontata protesta degli euroscettici dell’EFDD (il gruppo di Nigel Farage del quale fanno parte anche i 17 grillini, che però non hanno aderito all’iniziativa). I parlamentari britannici dell’Ukip hanno voltato le spalle alla presidenza durante l’esecuzione dell’Inno alla Gioia. Bisognerà farci l’abitudine. Privi di una vera progettualità, le loro proteste saranno una fastidiosa e sterile colonna sonora di questa legislatura europea.

 

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