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Forse per la prima volta le Nazioni Unite non puntano l’indice accusatorio contro l’Italia in materia di diritti umani, pur avvertendo che molto resta ancora da fare. Non capita spesso di ottenere un giudizio parzialmente indulgente da chi si occupa di questioni che investono direttamente e prepotentemente il nostro paese, come l’immigrazione irregolare e le nuove forme di schiavitù. E quando capita va sottolineato.
Jot Ngozi Ezeilo
La nigeriana Joy Ngozi Ezeilo, Relatrice speciale delle Nazioni Unite per la tratta di esseri umani, al termine della sua visita di 8 giorni nel nostro paese, ha giudicato la legislazione italiana su questa materia “abbastanza avanzata”: una normativa che considera il reato di tratta degli esseri umani alla stessa stregua di altri gravi reati, come la mafia e il terrorismo, ha sottolineato anche in occasione dell’incontro con la presidente della Camera Laura Boldrini, anche lei in passato portavoce dell’Alto Commissariato per i rifugiati dell’ONU. Leggi qui il testo in inglese della sua relazione

Certo, per il nostro paese non è è una promozione a pieni voti, perché secondo la Ezeilo, il governo, varate queste norme deve ora continuare a monitorare la situazione e lottare contro le organizzazioni malavitose, assicurando nello stesso tempo sostegno alle vittime di questi traffici. Nonostante questi progressi – sottolinea la signora Ezelio- manca ancora una strategia nazionale per affrontare il fenomeno e mancano anche dati statistici comprensivi e armonizzati.

Nei suoi incontri con le istituzioni italiane, con le ONG che si occupano dei migranti e sopratutto con le vittime di questi turpi commerci, la Relatrice ha tratto la convinzione che il fenomeno sia in netto aumento in Italia e cresca sopratutto la protervia delle organizzazioni criminali. In particolare, ha rilevato, risulta in vertiginosa crescita la tratta di esseri umani finalizzata allo sfruttamento della prostituzione da paesi come la Nigeria e quelli dell’Europa Orientale. Ma sono in aumento, come confermano le cronache quotidiane di questi mesi, anche i flussi migratori dai paesi arabi come Siria, Egitto e Tunisia, mentre c’è un’incremento dell’immigrazione irregolare anche dai paesi dell’America Latina.

“La schiavitù -ha infine commentato la Relatrice- non è un fenomeno del passato, ma una realtà dei nostri tempi”.

 

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