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I falchi tedeschi del rigore tornano a volare, attaccando Renzi e la sua richiesta di flessibilità e indirettamente la politica monetaria della Banca Centrale Europea guidata ma Mario Draghi. La Cancelliera Merkel tenta di mediare, mentre il governo italiano reagisce con durezza, ma nega che ci sia una crisi diplomatica con Berlino.

Jers Weidmann, n1 Bundesbank
Jens Weidmann, n1 Bundesbank

C’è da dire che non si era mai visto un banchiere centrale, come Jens Weidmann attaccare a testa bassa il primo ministro di un paese amico ed alleato. È come se Visco, governatore di Bankitalia, all’improvviso si mettesse a sparare a zero sulla politica economica della Cancelliera tedesca. E il fatto che Weidmann non sia nuovo a questo tipo di uscite, non lo giustifica ma semmai aggrava il suo comportamento.

Ma cosa ha detto Weidmann? Rivolgendosi al discorso pronunciato dal premier a Strasburgo, ha detto: «Renzi ora ci dice cosa fare» ma «fare più debiti non è il presupposto della crescita». Poi ha aggiunto, rivolto a Draghi, di nutrire il timore che i tassi bassi non vengano utilizzati per fare le riforme, ma per finanziare altre spese. Ed il ministro delle finanze Schauble, quello che nel 2011 andò dal segretario al Tesoro Usa Tim Geithner per presentargli un piano per il default della Grecia, ha aggiunto, con un po’ più di cautela: «Rifiuto il tema della flessibilità. Abbiamo bisogno di crescita questo sì, e di investimenti».

Di fronte a queste posizioni estremiste, la prima a trovarsi in difficoltà è Angela Merkel, che, nonostante tutto,

Angela Merkel. saprà resistere ai falchi? o tornerà ad essere falco?
Angela Merkel. saprà resistere ai falchi? o tornerà ad essere falco?

sembra essere la sola in grado di avere una visione politica dell’Europa. Pur ribadendo la filosofia nordica del rigore («più spese non sono la ricetta contro la disoccupazione»), la Cancelliera ha aggiunto:

Noi tedeschi dobbiamo imparare a pensare più da europei e capire che ci va bene solo quando va bene a tutta l’Europa

Come darle torto? Il punto è che a forza di stereotipi nazionalisti e di prove di forza sul rigore, alle quali si associano anche gli alleati del nord, Olanda, FInlandia e Svezia, l’Europa sta affondando, e si sta diffondendo un clima sfiducia e di ostilità fra i popoli europei, che è esattamnte l’opposto dei pricipi sui quali si fonda l’Unione.

La dura risposta “ufficiosa” del governo italiano («se pensano di farci paura lo vedranno, hanno sbagliato governo») e la cautissima risposta in chiaro dei ministri Mogherini e Padoan («nessuna crisi con la Germania»), rivela che per ora i flachi hanno fallito il loro obiettivo; cioè di portare la Cancelliera sulle loro posizioni. Ma indica anche che la famosa Agenda di Van Rompuy, nella quale si parla di flessibilità, e che era stata approvata appena una settimana prima, è già carta straccia.

Jyrki Katainen, superfalco finlandese, controllerà i bilanci degli stati
Jyrki Katainen, superfalco finlandese, controllerà i bilanci degli stati

Inoltre, la probabile conferma dell’ex premier finlandese Jyrki Katainen (un superfalco del rigore di “rito tedesco”, che già ricopre pro tempore questo incarico) come Commissario agli affari economici e monetari, quello che cioè controlla direttamente i bilanci degli stati, chiude il cerchio di un’Europa che non sa e non vuole guardare al futuro.

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