Vespa, Berlusconi e la Shoah, uno sgradevole polverone mediatico

C’è sempre un «ultimo libro» di Bruno Vespa, e c’è sempre un’ultima polemica provocata dalle anticipazioni dei suoi contenuti. Particolarmente sgradevole però quella sollevata dalle affermazioni di Berlusconi sugli ebrei: «I miei figli dicono di sentirsi come le famiglie ebree in Germania durante il regime di Hitler. Abbiamo davvero tutti addosso». Inevitabili le polemiche, che certo le precisazioni serali dell’ex premier non sono riuscite a spegnere.

Dichiarazioni, quelle del leader di Forza Italia, che fanno il paio con quelle pronunciate nel gennaio scorso a Milano, quando inaugurando il museo della Shoah disse che Mussolini fece bene, anche se le leggi razziali furono la sua peggior colpa. Parole che anche allora suscitarono un inutile vespaio di polemiche.

Di fronte a questi episodi resta sempre la sgradevole sensazione che simili frasi, volutamente eccessive e irrispettose, non siano solo uno sfogo estemporaneo del Cavaliere, ma rispondano a una precisa strategia politico-mediatica, e siano quindi state pronunciate con l’obiettivo esplicito di suscitare nuove polemiche e creare nuova attenzione sulla vicenda politica e giudiziaria di Berlusconi.

Ma strumentalizzare la più grande tragedia della storia, come è stata la Shoah, non è mai segno di lungimiranza, di buon senso, di civiltà. Specie per noi italiani, che qualche diretta responsabilità in quella tragedia ce l’abbiamo. Anche se ci siamo da tempo comodamente auto-assolti dalle nostre pur gravi colpe collettive per la deportazione di migliaia di ebrei.

C’è da augurarsi comunque che le anticipazioni del libro di Vespa, che ogni giorno siamo costretti a sorbirci a reti unificate, abbiano presto fine. Certo il giornalista di Porta a Porta fa il suo mestiere, e lo fa bene, visto che ogni suo libro è sempre in testa alle classifiche dei best sellers. Ma lo stillicidio quotidiano di queste “rivelazioni”, diffuse secondo un metodo simile ai “leaks” di Edward Snowden, lanciano spesso temi e polemiche dei quali il paese farebbe volentieri a meno. Come nel caso di cui stiamo parlando.

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