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Tutto quel che è necessario sapere sulle elezioni europee del maggio 2014, con notizie aggiornate a poche settimane dal voto. Le ultime novità, la legge elettorale, le curiosità, la regole, comunitarie e nazionali, per questo importante ed atteso appuntamento elettorale. Per un aggiornamento e una prima riflessione sui risultati elettorali e sulle conseguenze del voto in Italia e in Europa, ti consigliamo EP2014, il voto che ha scosso l’Europa e stabilizzato l’Italia.

Come sempre queste elezioni, che si terranno in Italia abbinate al voto amministrativo per circa 4000 comuni e per due Regioni, Piemonte e Abruzzo, saranno un decisivo test di politica interna per il governo Renzi e per tutte le forze politiche in corsa. Ma saranno anche un appuntamento importante per l’Europa, come abbiamo sottolineato in un precedente post Elezioni europee, istruzioni per l’uso, almeno sotto due profili: 1) la possibilità, per la prima volta nella UE grazie al Trattato di Lisbona Trattato di Lisbona, di far pesare il voto dei 500 milioni di cittadini europei nella scelta del futuro Presidente della Commissione, il ruolo più importante nell’architettura istituzionale comunitaria; 2) la probabile presenza nel futuro europarlamento di formazioni euroscettiche, che potrebbero condizionarne in qualche misura l’attività.

votiCerchiamo quindi di esaminare più da vicino il complesso meccanismo elettorale delle europee, rinviando per approfondimenti di natura tecnico-giuridica ad un ottimo lavoro di sintesi, in italiano, svolto dal Parlamento Europeo.

Cominciamo col dire che le elezioni europee sono costituite da un doppio livello normativo. Quello comune a tutti i paesi membri e quello nazionale, specifico per ciascuno stato.

Regole comuni

Ci sono poche ma fondamentali norme dettate dai Trattati e che valgono per tutti gli stati.

1) Il voto si svolge con il suffragio universale diretto

2) Ogni cittadino dell’Unione residente in uno Stato membro di cui non è cittadino ha il diritto di voto e di eleggibilità alle elezioni del Parlamento europeo nello Stato membro in cui risiede. Norma integrata, come scriviamo più avanti un recente decreto legislativo del governo Letta.

3) Il sistema elettorale deve essere di tipo proporzionale

4) Vengono stabilite una serie di incompatibilità per il deputato europeo, che non può contemporaneamente ricoprire altri ruoli, come quello di parlamentare nazionale, o di componente del governo di uno stato membro ovvero di altre istituzioni comunitarie. La legge italiana, recependo queste indicazioni europee,  prevede una serie di cause di incompatibilità con la carica di membro del Parlamento europeo, elencate al Titolo II della Legge 24/01/1979, n. 18, agli artt. n. 5. n. 5-bis, n. 6.

Regole nazionali per l’Italia

Il nostro paese ha diritto ad eleggere 73 europarlamentari (sono 72 nella legislatura che sta per terminare) su un totale di 751.

Orari dei seggi

I seggi saranno aperti nella sola giornata di domenica 25 maggio dalle 7 alle 23. Lo scrutinio per le europee avrà inizio subito dopo la chiusura dei seggi. Successivamente ci sarà lo spoglio delle schede per le amministrative.

Sistema elettorale e preferenze

Il riparto dei seggi avviene con il metodo proporzionale in base alla cifra elettorale nazionale di ciascuna lista, su un collegio unico nazionale e con il principio dei quozienti interi e dei resti più elevati. Una legge del 2009 stabilisce una soglia di sbarramento del 4%, con lo scopo di evitare un’eccessiva frammentazione del risultato elettorale. La soglia massima consentita dalla normativa comunitaria è del 5%.

Le cose potrebbero cambiare, ma solo a partire  dalle prossime elezioni del 2019, se la corte costituzionale accoglierà il ricorso presentato e quindi riterrà troppo alta l’attuale soglia del 4%.

E’ previsto il voto di preferenza: si possono esprimere fino a un massimo di tre preferenze, ma una contestata norma provvisoria approvata dal parlamento lo scorso mese di marzo nel quadro della legge sulle quote rosa, ha introdotto alcune novità: se si danno tre preferenze, almeno una di esse dovrà essere donna (o in ogni caso “un candidato di sesso diverso”),  pena l’annullamento della terza preferenza. Nulla invece accadrà se l’elettore indicherà solo due preferenze per due candidati dello stesso sesso.

Circoscrizioni elettorali

La maggior parte degli stati membri costituisce un unico collegio elettorale. Tuttavia l’Italia, insieme a Francia, Regno Unito e Irlanda, ha suddiviso il proprio territorio nazionale in circoscrizioni regionali. Nel nostro Paese sono cinque: 1) ‘Italia nord-occidentale’ comprendente Piemonte, Valle D’Aosta, Liguria e Lombardia; 2) ‘Italia nord-orientale’ è composta da Veneto, Trentino Alto Adige, Friuli Venezia Giulia ed Emilia Romagna; 3) ”Itmayk-votealia centrale, con Lazio, Umbria, Marche e Toscana. 4) ”Italia meridionale, Abruzzo, Molise, Campania, Puglia, Basilicata e Calabria. 5) ”Italia insulare composta da Sardegna e Sicilia. Questa suddivisione è stata ripetutamente contestata perché le macroregioni che vengono in tal modo disegnate non hanno spesso alcuna omogeneità, ad esempio nel caso delle Isole: Sicilia e Sardegna hanno profondissime diversità geografiche, storiche, politiche e culturali.

Elettorato attivo e passivo

Per poter votare è necessario aver compiuto il 18esimo anno di età. Per poter essere eletti è necessario aver compiuto 25 anni il giorno del voto (quindi il 25 maggio 2014). L’8 gennaio 2014, le commissioni affari costituzionali di camera e senato hanno dato parere positivo sul decreto legislativo del governo, il 49/2013, che adegua la normativa italiana alle nuove regole per la candidatura all’Europarlamento. La norma riguarda la facoltà di un cittadino europeo di candidarsi in un paese diverso da quello di origine, semplicemente presentando una domanda. Saranno gli organi competenti dei due paesi interessati, quello di origine e quello di residenza, a farsi carico di accertare che l’aspirante candidato abbia i requisiti necessari, non sia ad esempio decaduto nel proprio paese di origine dal diritto di elettorato passivo. Un modo per snellire le procedure ed evitare defatiganti calvari burocratici.

Per presentare una lista alle elezioni europee in Italia è necessario raccogliere le firme, per ogni singola circoscrizione, di almeno 30.000 e non più di 35.000 elettori, tranne nel caso in cui la lista abbia partecipato alla precedenti elezioni al Parlamento italiano o europeo con un proprio simbolo e ottenendo almeno un seggio.
Le liste vanno depositate presso l’Ufficio elettorale di ciascuna circoscrizione non oltre i 39 giorni prima del voto.

Qui puoi scaricare l’elenco completo dei candidati alle elezioni europee 2014 nelle principali liste nazionali.

Se vuoi conoscere le regole di attribuzione dei seggi Strasburgo, e per avere un’idea di quanti voti occorrono per essere eletti, ti consigliamo Quanti voti servono per eleggere un eurodeputato?

Indicazione candidato alla successione di Barroso

E’ la vera novità di questa tornata di elezioni europee, tema del quale ci siamo a più riprese occupati su questo sito (leggi qui, qui e qui) . Per la prima volta, dopo l’approvazione del Trattato di Lisbona, il presidente della commissione europea verrà indicato dal nuovo parlamento europeo sulla base dei risultati elettorali ottenuti: quindi il Consiglio europeo, cioè i capi di stato e di governo, nello scegliere il nome del futuro presidente dell’esecutivo comunitario, dovranno obbligatoriamente tenere conto delle indicazioni dell’europarlamento e del risultato elettorale.

barrosoLa commissione UE uscente con una raccomandazione del 12 marzo 2013 e la commissione Affari costituzionali dell’europarlamento il 28 maggio 2013, nonché l’Aula di Strasburgo con una risoluzione del 4 luglio dello scorso anno, hanno chiesto che i partiti politici nazionali possano indicare sulla scheda elettorale a quali formazioni europee sono affiliati e sopratutto possano specificare quale sia il loro candidato alla presidenza della commissione.

Obiettivo della raccomandazione dell’esecutivo comunitario e dell’europarlamento è consentire ai cittadini di contare di più nelle istituzioni europee, attraverso una sorta di elezione diretta del presidente della commissione.

Si può essere più o meno d’accordo su questa impostazione. Secondo alcuni, infatti, c’è il rischio di una politicizzazione dell’esecutivo europeo, mentre secondo altri (la grande maggioranza) è un’opportunità da cogliere per dare più voce ai cittadini. In Europa c’è stato nei mesi scorsi un ampio dibattito su questa materia, un dibattito che ha appena sfiorato l’Italia. Quello che non si dovrebbe fare è ignorare l’argomento, far finta di niente. Ed è proprio quel che si sta facendo.

I candidati dei partiti europei

Nei mesi scorsi le principali famiglie politiche europee hanno scelto i loro candidati per la carica di presidente della Commissione. Ecco chi sono

junckerPPE – Il partito popolare europeo, conservatore ed europeista, ha scelto, nel recente congresso di Dublino, Jean-Claude Juncker come proprio candidato. Juncker è un politico europeo di lungo corso. Per molti anni presidente del Consiglio dei Granducato del Lussemburgo, è stato presidente dell’Eurogruppo dal 2005 al 2012. Il PPE da 20 anni è il primo partito europeo, ma la sua primazia è insidiata in queste elezioni del 2014 dai socialisti del PSE.

S&D – Socialists & Democrats è il nome degli eurosocialisti, partito del quale, in occasione del recente congresso di Roma, è entrato ufficialmente a far partindexe il PD di Matteo Renzi . Il socialdemocratico tedesco Martin Schultz, attuale presidente del parlamento europeo, è il candidato ufficiale dei socialisti ed è fra i più convinti assertori della necessità di un presidente della commissione “politico”.

guy_verhofstadtALDE – L’Alleanza dei liberali e dei democratici d’Europa, partito di ispirazione liberale ed europeista, ha candidato alla presidenza della commissione Guy Verhofstadt, che ha prevalso al termine di un lungo braccio di ferro con l’attuale commissario agli affari economici e monetari, Olli Rehn. Belga, premier del suo paese per 3 volte, dal 1999 al 2007, Verhofstadt è l’attuale presidente dell’ALDE. Dovrà vedersela con un calo di consensi previsto da molti sondaggi, a vantaggio prevalentemente dei movimenti euroscettici. In Italia fa riferimento all’ALDE un composito gruppo di partiti:

tesiprasSinistra europea – E’ il gruppo che riunisce l’estrema sinistra europea, riunita in queste elezioni sotto le bandiere del greco Alexis Tsipras, leader di Syriza, divenuto molto popolare negli ambienti della gauche radicale in Italia.

IMG-BLOG10-470x260Verdi europei – Il movimento verde ha scelto due candidati attraverso il sistema delle primarie online: José Bové e Ska Keller. Bové è un francese, esponente del movimento no global e noto per le sue battaglie in favore di un’agricoltura a misura d’uomo e contro gli OGM. La tedesca Ska Keller, europarlamentare come Bové, è un’esperta di tematiche legate all’immigrazione e d è l’unica donna candidata alla presidenza della commissione.

Gli altri partiti e movimenti, di natura populista o euroscettica, contestando alla radice l’architettura istituzionale dell’UE, non hanno presentato loro candidati alla guida dell’esecutivo comunitario.

 

Come funziona l’Europarlamento

Come sopra ricordato, l’Italia ha diritto ae eleggere 73 membri eurodeputati. Il nostro è uno dei 28 paesi dell’Unione nei quali si svolgono gli scrutini per la scelta degli eurodeputati. Il Trattato di Lisbona prevede che “a regime” i parlamentari europei non possano superare il numero di 751, quindi 15 in meno di quelli attuali.
Il numero massimo di parlamentari per paese è di 96 (Germania), il minimo è di 6 (Estonia, Cipro, Lussemburgo e Malta). Leggi la tabella di seguito:

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Per la suddivisione dei seggi, il vecchio criterio del peso demografico dei singoli paesi è stato sostituito da un meccanismo più complesso, quello della “proporzionalità degressiva”: in sostanza, i paesi con una popolazione più elevata hanno più seggi rispetto ai paesi di dimensioni minori, ma questi ultimi ottengono un numero di seggi superiore a quello che avrebbero seguendo un criterio rigidamente proporzionale.

Questi numeri sono destinati a variare con il mutare degli equilibri demografici e con l’eventuale ingresso di altri membri nella “famiglia” europea, ad esempio la Serbia e più in là l’Albania. Per questo entro il 2016, il nuovo parlamento dovrà presentare una nuova proposta di distribuzione dei seggi fra i vari stati membri in vista delle elezioni del 2019.

Il voto nei 28 paesi

L’ultima plenaria del parlamento della 7a legislatura, quella attuale, si è tenuta dal 14 al 17 aprile, come sempre a Strasburgo. Poi ci sarà il voto, spalmato nel mese di maggio dal 22 al 25, a seconda delle esigenze e delle abitudini elettorali dei singoli paesi. Qui di seguito il calendario del voto nei 28 paesi, al quale per la prima volta partecipa anche la Croazia:

22 maggio: Olanda e Regno unito,
23 maggio: Irlanda e Repubblica Ceca
24 maggio: Repubblica Ceca, Lettonia, Slovacchia e Cipro
25 maggio: Belgio, Bulgaria, Danimarca, Germania Estonia, Finlandia ,Francia, Grecia, Croazia, Italia, Lituania,Lussemburgo, Austria , Polonia, Portogallo, Romania, Svezia, Slovenia, Spagna, Ungheria.

Composizione del parlamento uscente

Nell’ultima fase della 7a Legislatura, erano presenti all’europarlamento 7 differenti gruppi politici, più un certo numero di non iscritti. Con le elezioni di maggio la composizione politica della assemblea potrebbe cambiare per l’ingresso di partiti e movimenti euroscettici che potrebbero coalizzarsi e dar vita a nuovi raggruppamenti. Ma anche nei rapporti di forza tra i gruppi tradizionalmente più forti (PPE e PSE) che fin dall’inizio si sono contesi la supremazia in Europa (vedi tabella qui sotto), potrebbero esserci delle novità.

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Nella tabella qui sotto invece l’attuale assetto politico dell’europarlamento (fonte: Parlamento Europeo)

Attuale europarlamento

I primi passi dopo il voto

La prima plenaria dell’ VIII legislatura è prevista per l’inizio di luglio, dal 1 al 4. Nel corso di quella sessione, il nuovo parlamento comincerà a prendere forma. Ciascun deputato dovrà indicare a quale gruppo intende iscriversi, e verranno eletti i presidenti dei singoli gruppi. Per dar vita ad un gruppo è necessario che ci siano almeno 25 deputati rappresentanti di almeno un quarto dei paesi membri (7 paesi a oggi, poiché gli stati dell’UE sono 28).

In quella stessa sessione verrà eletto, con un voto a maggioranza assoluta, anche l’ufficio di presidenza dell’europarlamento, in particolare il presidente, e i vicepresidenti, e verranno scelti anche i questori. Quindi si formeranno le commissioni permanenti, organismi centrali nella vita del parlamento.

Dal 1 luglio e fino al 31 dicembre scatta poi il semestre italiano di presidenza dell’UE. Con la creazione del presidente del consiglio permanente (attualmente Van Rompuy) il ruolo della presidenza rotante dell’Unione in realtà si è piuttosto ridimensionato. Tuttavia, nella gestione della complessa agenda europea, riunioni ministeriali ed eventi internazionali, la presidenza di turno ha ancora una sua specifica importanza, ed in più è una significativa vetrina internazionale per il paese che la esercita.

L’Italia si troverà alla guida dell’Unione proprio nei mesi più caldi delle nomine. Oltre al presidente della commissione europea, infatti, dovranno essere nominati anche il presidente del parlamento e quello del consiglio, visto che anche Van Rompuy è in scadenza, oltre all’Alto Rappresentante della Politica Estera e della Sicurezza dell’UE, in pratica il ministro degli esteri europeo. E il presidente della commissione dovrà anche nominare i vari commissari, uno per ciascun paese, e i vicepresidenti. Insomma, un valzer di poltrone in grande stile.

Difficile che l’Italia possa realisticamente aspirare a ricoprire un incarico di vertice, dal momento che c’è già un italiano, Mario Draghi, alla testa di un organismo importante come la BCE, la Banca Centrale Europea.

Quindi, come di consueto, la partita delle nomine sarà un’unica grande partita, nella quale influenze politiche ed elementi geografici dovranno necessariamente incrociarsi.

Quanto costano i partiti europei?

L’Europa ha certamente molti difetti. Ma non le manca la trasparenza. Anche su come vengono finanziati i partiti politici dall’europarlamento è reperibile online, sui siti ufficiali, un’ampia documentazione. Qui ci limitiamo a ricordare che per le forze politiche che rispondono ai requisiti richiesti è prevista una forma di finanziamento sotto forma di “sovvenzione di funzionamento”. Finanziamenti in grado di coprire l’85% delle spese ammesse. Il restante 15% viene assicurato da autofinanziamenti o donazioni.

Le somme erogate dall’europarlamento, che raggiungono cifre anche piuttosto elevate, servono per la realizzazione del programma politico del partito, e coprono eventi come riunioni e conferenze, materiale pubblicitario, spese amministrative e di viaggio, spese elettorali, ecc. Qui un elenco più dettagliato.

 Come funziona e quanto costa la campagna elettorale europea?

Già da alcune settimane vediamo sulle tv nazionali e ascoltiamo sulle radio spot realizzati dall’Europarlamento nel quadro di una specifica campagna di sensibilizzazione. Non sempre questi spot risulFacts and figures 2014tano efficaci, anzi sono quasi sempre poco comprensibili. Ma provate a realizzare una campagna elettorale che vada bene per i finlandesi e per i greci, per i polacchi e per i portoghesi: un’impresa impossibile. Questa campagna comunque  andrà avanti nei prossimi mesi con lo slogan “Act, React, Impact”, cioè “Agisci, Reagisci, Decidi”.

Bruxelles ha anche reso noto, in nome della trasparenza il costo della campagna: 16 milioni di euro per 28 paesi in almeno 24 lingue. In pratica 0,0316 euro per ogni cittadino europeo, e 0,0388 per ogni elettore.

Distribuzione dei seggi, ieri e domani

Per chi volesse avere uno sguardo di insieme sulla distribuzione dei seggi a Strasburgo nella attuale legislatura e in quella futura, la Tv del parlamento europeo, europarl.TV, ha messo in rete un video, in inglese, con sottotitoli in italiano. Come potrete vedere, la questione è piuttosto complessa!

Sugli scenari istituzionali e sulle nomine europee dopo il voto di maggio, leggi anche Chi sale e chi scende in Europa dopo il voto. L’Italia ferma al palo?

Per  consultare le posizioni dei partiti italiani sull’Europa, ti suggeriamo Quanto sono “europeisti” i partiti italiani? Ecco una classifica completa ma provvisoria

Per info utili e semplici sulle modalità del voto sia europeo che amministrativo, leggi la nostra Guida pratica al voto per le europee e le amministrative. Istruzioni per l’uso

 

 

 

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