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Conseguenze del voto in Italia

Le elezioni europee  erano per Grillo l’ultima grande occasione per affermare il suo movimento come forza politica dominante in Italia. E il leader 5 stelle l’ha sprecata portando avanti una campagna elettorale fatta di insulti e di minacce. Le elezioni non si vincono spaventando gli italiani: e proprio la paura degli eccessi di Grillo ha fatto convergere molti voti moderati su Renzi. Non ci sará un secondo treno per il M5S, perché nelle politiche, se si voterà con l’Italicum,  il gioco delle alleanze sarà determinante ai fini della vittoria, e un movimento che per definizione non vuole accettare alleanze o coalizioni è destinato ineluttabilmente a essere tagliato fuori.

Renzi dovrà essere capace di gestire questo straordinario risultato. Ora per lui tutto sarà più difficile, perché il patto per le riforme con Berlusconi potrebbe a questo punto saltare. E potrebbe sopratutto naufragare la nuova legge elettorale.  Nei prossimi mesi inoltre si farà strada l’idea di capitalizzare l’ottima performance elettorale del PD alle europee, spingendo per un anticipo delle elezioni politiche, e conquistando così una stabile maggioranza. Sarebbe per Renzi il più grave degli errori.

Berlusconi e la sua nuova Forza Italia risultano fortemente ridimensionate. È questo l’unico dato più o meno centrato dai sondaggisti. Ora tocca Marina tentare di risollevare le sorti del partito.

Il centro scompare completamente dalla scena politica italiana, anche in elezioni con il proporzionale, che sono il terreo privilegiato di competizione per le forze centriste. Anzi l’UDC trascina verso il basso anche il Nuovo Centrodestra di Alfano.

Ancora una volta tutti i sondaggi pre-elettorali hanno fallito. Nel 2013 sottovalutando il risultato del M5S e sopravvalutando quello del PD. Oggi hanno commesso lo stesso errore, a parti inverse. Una strana forma di par condicio

Conseguenze del voto in Europa

Gli anti-euro sono la vera novità del voto europeo. Travolgente e carico di conseguenze politiche nei rispettivi paesi il successo della Le Pen in Francia e di Farage nel Regno Unito. Ma complessivamente gli eurofobi restano una minoranza nell’Europarlamento. E in più sono divisi e i loro progetti politici sono spesso inconciliabili. Non potranno far molto se non urlare. E la Lega darà loro una mano. Sarà una babele nella babele, ma l’europa continuerà per la propria strda.

I partiti europeisti tradizionali (PPE, PSE e ALDE) anche se ridimensionati si confermano largamente maggioritari nel nuovo parlamento europeo. Condurranno loro i giochi, ma sarà necessaria una grande coalizione, non avendo nessuno di questi partiti raggiunto la maggioranza assoluta dei seggi. Ma in Europa è sempre stao così e nessuno si aspettava che le cose andassero diversamente.

Il PPE anche in questa legislatura è il primo partito. E’ presumibile quindi che la strada per la nomina del candidato dei popolari , Jean-Claude Juncker, alla carica di presidente della commissione europea sià leggermente più in discesa. Ma i giochi non sono ancora conclusi, e contro di lui si va formando una fronda che va dal britannico Cameron all’ungherese Orban. Ed anche la Merkel avrebbe un proprio candidato “segreto”: la numero 1 del Fondo Monetario Internazionale, Christine Lagarde.

Il candidato socialdemocratico, il tedesco Martin Schultz, dovrà rinunciare all’incarico di presidente della commissione. Non è sicuro che i popolari siano disposti a cedergli la presidenza del consiglio, al posto dell’uscente Van Rompuy.  Potrebbe quindi restare alla presidenza del Parlamento, dove però il nome più accreditato è quello del liberale Verhofstadt, o al posto della Ashton nell’incarico di Alto Rappresentante della politica estera e della sicurezza. Si vedrà.

Martedi cena di capi di stato e di governo dei 28 paesi per fare un primo giro d’orizzonte. In quella sede verrà conferito all’uscente presidente del consiglio europeo Herman Van Rompuy, ex premier del Belgio e abilissimo negioziatore, il compito di trova un accordo globale sulle europoltrone. E non sarà un compito facile.

 

 

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