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Un calcolo preciso è ovviamente impossibile a priori, senza avere cioè sottomano i risultati elettorali. Ma prendendo come base il voto del 2009 e variando alcuni parametri, come il il numero di seggi spettanti all’Italia, che passa da 72 a 73 ( crescendo quindi di un’unità rispetto alle precedenti europee del 2009 in seguito all’approvazione del Trattato di Lisbona), si può calcolare a spanne che un biglietto per Strasburgo vale circa 360-380 mila voti complessivi nelle cinque circoscrizioni elettorali.

Naturalmente è un calcolo assai approssimativo, che tiene conto del quadro 2009, con un’astensione prossima al 35%, con oltre 2 milioni di schede bianche e nulle, e con alcuni milioni di voti cestinati delle liste che non hanno superato la soglia del 4%. Qui sotto i dati nazionali definitivi del 2009 nella tabella del Ministero dell’Interno.

Dati europee 2009

Per un calcolo esatto dell’attribuzione dei seggi alle elezioni europee esistono comunque delle norme precise, che si fondano sull’art 21 della legge n.18/1979. Un documento messo a punto recentemente dalla Camera dei deputati, e scaricabile qui, spiega nei dettagli, e con chiarezza e semplicità il funzionamento della formula che consente di attribuire i 73 seggi spettanti all’Italia.

• si determina la cifra elettorale nazionale di ciascuna lista sommando i voti riportati nelle singole circoscrizioni;

• si individuano le liste che hanno conseguito a livello nazionale almeno il 4% dei voti validi espressi che sono ammesse al riparto dei seggi;

• si sommano quindi le cifre elettorali nazionali delle liste ammesse al riparto dei seggi e si divide il totale così ottenuto per il numero complessivo dei seggi da assegnare, ottenendo il quoziente elettorale nazionale;

• il numero dei seggi attribuiti a ciascuna lista è il risultato della divisione della cifra elettorale nazionale della lista per il quoziente elettorale nazionale; in tale fase si tiene conto della sola parte intera del quoziente;

• i seggi ancora da attribuire dopo tali operazioni sono assegnati alle liste per le quali l’ultima divisione ha dato maggiori resti e, in caso di parità di resti, a quelle liste che abbiano avuto la maggior cifra elettorale nazionale. A parità di cifra elettorale nazionale
si procede per sorteggio. Si considerano resti ai fini dell’attribuzione dei seggi anche le cifre elettorali nazionali di quelle liste che non hanno raggiunto un quoziente elettorale nazionale pieno.

   Si procede quindi alla distribuzione dei seggi così assegnati a ciascuna lista nelle singole circoscrizioni.

Naturalmente la materia è piuttosto complessa, e ci sono molte altre regole che determinano l’attribuzione dei seggi, che riguardano ad esempio i candidati delle liste delle minoranze linguistiche, la rappresentanza territoriale e così via.

Ricordiamo che il sistema elettorale per il parlamento europeo risale al 1979, è un proporzionale puro (come prescrivono le regole comunitarie) e il calcolo dei seggi attribuiti avviene sulla base del metodo Hare-Niemeyer dei quozienti naturali e dei più alti resti.

Per approfondire i temi legati al sistema elettorale e in generale a EU2014, di consigliamo di leggere anche il nostro Vademecum per il voto alle europee, istruzioni per l’uso, Il sistema di voto per le europee 2014  e la Guida pratica al voto per le europee e le amministrative, con tutte le informazioni indispensabili per un esercizio consapevole e corretto del diritto di voto.

Per un aggiornamento e una prima riflessione sui risultati elettorali e sulle conseguenze del voto in Italia e in Europa, ti consigliamo EP2014, il voto che ha scosso l’Europa e stabilizzato l’Italia.

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