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C’è qualcosa che sfugge nella decisione annunciata delle dimissioni di massa dei parlamentari Pdl; anche se a questo punto una marcia indietro dell’ultimo minuto appare improbabile, ma non impossibile. E non è detto che andrà a finire come tutti si aspettano. Con una scena ad effetto, stile “Caimano”.

Berlusconi ci ha abituati alle giravolte improvvise, ai colpi di scena imprevedibili. Ma per la prima volta le sue mosse sembrano dettate più dalla disperazione che da quella lucida strategia mediatica che gli ha consentito di dominare la scena politica per oltre 20 anni.

Da questa drammatica e triste vicenda, quale che ne sarà l’esito, emerge comunque una dato incontestabile e deprimente: che cioè Berlusconi ha costruito la sua fortuna politica sulla sabbia. Non ho saputo creare leadership alternative alla sua, in grado di portare avanti il suo progetto politico. Forza Italia è sempre stata e resta il partito del suo leader. Tutto il resto non conta.

I parlamentari che ieri gli hanno offerto le dimissioni come pegno di estrema fedeltà, in realtà paiono più naufraghi aggrappati alla zattera della Medusa che non responsabili e maturi dirigenti politici in grado di discernere e decidere in autonomia. E la decisione di annunciare le dimissioni nel giorno in cui Enrico Letta si trovava a New York per tentare di rilanciare l’immagine dell’Italia sui mercati che contano, dimostra una miopia e un cinismo senza precedenti. Con quella scelta hanno assestato uno schiaffo non al Pd o al governo, ma all’Italia.

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