Nasce la “Bad Bank” del PD renziano

Lo psicodramma del PD con la probabile fuoriuscita di alcuni degli esponenti storici del partito, alla fine potrebbe rivelarsi il compimento del progetto di rottamazione della “vecchia guardia”, nel quale l’ex premier è impegnato da almeno sette anni.

La nascita della nuova “Cosa Rossa”, l’ennesima in un panorama politico estremamente frammentato, potrebbe funzionare per Renzi come una “Bad Bank”, una “Banca Cattiva”, nella quale gli istituti finanziari trasferiscono i titoli inesigibili, le cosiddette “sofferenze” bancarie. In questa “Bad Bank” politica, si auto-trasferirebbero i leader sgraditi, esponenti di una sinistra storica che con Renzi ha avuto da sempre un rapporto conflittuale.

Le scissioni, certo, addolorano. Ma questa, dal punto di vista renziano, non è una scissione, ma un traguardo a lungo auspicato e perseguito. Non altrettanto può dirsi per Bersani & Co che lasciano la “Ditta” per aprire una botteguccia, seguendo la logica, tipica della sinistra, dei “pochi ma buoni”.

Chi la spunterà alla fine? Tutto lascia supporre che Renzi avrà la meglio. Conquisterà il partito alle primarie. Ma perderà le elezioni. I transfughi, invece, perderanno sia il governo che le elezioni.

Ma nel caos della politica italiana ed europea non esistono certezze. Alle primarie in Francia e Regno Unito, ad esempio, hanno vinto due esponenti dell’ala di sinistra del partito, Hamon e Corbin, che, alla vigilia nessuno dava per favoriti. Sono gli stessi che con ogni probabilità perderanno le elezioni nei loro paesi.

Guardare quel che accade negli altri paesi, qualche volta aiuta a capire meglio ciò che potrebbe accadere nel nostro.

 

 

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