L’inganno necessario. Storia della propaganda da Bernays a Casalino

La ricerca del consenso è un’arte antica che con la modernità è diventata tecnica e che oggi, nell’era digitatale, sta assumendo i caratteri di una scienza. In una società di massa, senza consenso nessun governo potrebbe funzionare. La propaganda, allora, è un’esigenza primaria del potere per uniformare gli orientamenti e indirizzare i comportamenti dell’opinione pubblica. Ma nello stesso tempo essa risponde anche alla necessità dell’uomo contemporaneo di avere una «bussola» mentale che gli consenta di orientarsi nella inestricabile complessità del mondo di oggi. E questo fa dire al sociologo francese Jacques Ellul, le cui riflessioni sulla propaganda hanno un ruolo centrale in questo saggio, che il destinatario del messaggio è vittima ma, nello stesso tempo, anche complice del propagandista.

La «fabbrica del consenso», con il suo enorme potere di condizionamento delle scelte individuali e collettive e con le sue tecniche sempre più sofisticate e intrusive, limita e condiziona gli spazi di democrazia e di libertà. E ci obbliga a riflettere sui rischi ai quali questi valori fondamentali sono sottoposti nell’epoca in cui le istituzioni democratiche sono scosse da una crisi di legittimazione senza precedenti.

Questo libro ricostruisce le tappe principali dell’affermazione e della trasformazione di un’idea e di una pratica, quella della propaganda, nell’arco temporale di un secolo, dagli inizi della Prima Guerra Mondiale fino all’ultima emergenza: quella del Coronavirus del 2020, nella quale la propaganda ha giocato un ruolo da protagonista.

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