Le sparate di Berlusconi sui lager e i tedeschi non sono razzismo, ma cinismo elettorale

La campagna elettorale Berlusconi la fa così: lanciando granate che tutti vorrebbero ignorare per evitare di fargli pubblicità gratuita, ma che sono talmente enormi che da non poter essere ignorate. L’ultimo caso è quello dei tedeschi «per i quali i lager non sarebbero mai esistiti». Voce dal sen fuggita? Macché. Si tratta di uno sperimentato sistema per restare (o in questo caso) tornare al centro della scena politica in vista del voto.

Non è la prima volta che il leader di Forza Italia ricorre a questo metodo. Per chi se ne fosse dimenticato, nel gennaio dello scorso anno, a un paio di mesi dalle politiche, si presentò alla Stazione Centrale di Milano, proprio nel Giorno della Memoria, e in occasione di una cerimonia per ricordare l’Olocausto con l’allora premier Monti,  per dire che gli italiani si erano comportati con gli ebrei meglio dei tedeschi, e che «Mussolini fece anche cose giuste», a parte le leggi razziali. Anche allora, apriti cielo! Polemiche a non finire, sdegno mondiale, proteste delle comunità ebraiche. Poi le consuete retromarce: «sono stato frainteso e strumentalizzato»  Berlusconi comunque allora cominciò una rimonta elettorale che lo portò miracolosamente e inaspettatamente a risalire la china. Oggi evidentemente punta allo stesso obiettivo, anche se in una situazione per lui ancora più difficile.

Quella di dell’ex premier per gli ebrei e per i tedeschi sembra un chiodo fisso, a partire dalla gaffe sul “kapò”-Schultz. Ma non lo è. Berlusconi non è antisemita, né antitedesco. E’ semplicemente un politico dotato di un cinismo fuori dal comune. Parla della Shoah perché sa perfettamente che è la più grande tragedia della nostra storia: e il semplice  fatto di parlarne, e in più di parlarne in modo irriguardoso e irrituale, scatena una reazione globale di sdegno, infrange un tabù, che sarebbe bene nessuno mettesse mai in discussione.  E’ inevitabile quindi che l’Italia e il mondo si interroghino su quel che intendeva o non intendeva dire Berlusconi. Si apre uno scontro, al centro del quale c’è comunque sempre e solo lui. E sulla scena che più gli interessa, quella dell’Italia, si ricomincia a parlare di Silvio Berlusconi, che fino a una settimana fa tutti davano per spacciato. «Parlate male di me, purché ne parliate» recita un vecchio slogan, tuttora valido.

Alla Questione ebraica, poi il capo di Forza Italia associa sempre più frequentemente anche la Questione tedesca, solleticando quei sentimenti di ostilità nei confronti della Germania e della sua Cancelliera, che si sono così fortemente radicati anche nel nostro paese negli anni della crisi. E il gioco è fatto. La campagna elettorale azzurra è partita alla grande e nelle prossime settmane ne sentiremo delle belle. Più ardua è la china da risalire, più roboante deve essere il messaggio elettorale.

 

1 comment for “Le sparate di Berlusconi sui lager e i tedeschi non sono razzismo, ma cinismo elettorale

  1. nessuno20
    29 Aprile 2014 at 15:00

    Non è Razzismo.???. E’ cinismo Elettorale.!!!.
    Povero B. Mi fà tanta compassione. : Benigni gli fece un altro “girone” all’inferno … i condannati dal Girone ; non lo vogliono . Costretto al Purfatorio … e vorrebbe una Grazia. … … …

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