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Perché Matteo Renzi vuole che il PD entri a pieno titolo nel PSE, il partito socialista europeo? E che significato ha questa scelta? In realtà si tratta di una decisione ispirata alla più genuina realpolitik”, che per il meopresidente del consiglio rappresenta anche una decisiva scommessa per il futuro.

Ricordiamo intanto che dopo le elezioni del 2009 il PD, al termine di un durissimo scontro interno, decise di aderire al gruppo S&D, Socialisti e Democratici del Parlamento europeo, ma non al PSE, il Partito socialista europeo. La decisione annunciata da Renzi, e che sarà sottoposta al dibattito interno, ha al momento suscitato solo sporadiche e isolate reazioni di sdegno (Fioroni) nell’area cattolica del PD, a differenza di quanto accadeva in passato. Segno evidente che ormai la componente cattolica è stata praticamente azzerata all’interno del PD e che il segretario tiene saldamente in pugno il partito. La circostanza che Renzi, da adolescente, abbia fatto parte della DC non ha più, oggi, alcun significato.

Martin Schultz, presidente dell'europarlamento
Martin Schultz, presidente dell’Europarlamento e candidato del PSE alla presidenza della Commissione UE

Proponendo oggi questa scelta, che sarà formalizzata nel congresso del PSE previsto a Roma a partire dl 28 febbraio, il premier scommette sulla vittoria della componente socialista alle prossime europee. In sostanza, visto che il candidato del PSE, è l’attuale presidente del parlamento europeo, il socialdemocratico tedesco Martin Schultz (sì, proprio lui, il famoso “kapò” di Berlusconi), e che con le nuove regole del Trattato di Lisbona, è assai probabile che alla fine sarà proprio Schultz a ricoprire l’incarico di Presidente della commissione europea, per il futuro governo Renzi si tratta di un’occasione da non mancare. L’insediamento di un socialista al posto di Barroso può infatti moltiplicare le chanches per il nostro paese di ottenere quella flessibilità nei vincoli di bilancio che è la precondizione per ogni politica economica che punti su crescita e occupazione.

I sondaggi per il momento danno ragione a questa linea. Nel primo rilevamento paneuropeo, PollWatch 2014, realizzato da una società che nel 2009 fornì previsioni abbastanza attendibili, i socialisti per la prima volta dopo 20 anni potrebbero tornare ad esser il primo partito europeo, conquistando 217 seggi contro i 208 attuali, mentre per il PPE, il partito popolare europeo, oggi gruppo di maggioranza relativa, potrebbe scendere da 265 seggi della legislatura in corso a 200 della prossima.

Inoltre non va dimenticato che i socialdemocratici in Germania sono alleati della cancelliera Merkel nella Grosse Koalition, e questa circostanza potrebbe pesare a favore di Schultz, sempre che i socialisti riescano ad affermarsi come primo partito europeo.

Quella di Renzi sarebbe dunque una mossa strategica ed accorta per far pesare in Europa i preziosi voti che il PD porterà in dote al PSE. E più saranno questi voti, tanto maggiore sarà il peso dell’Italia nel futuro quadro istituzionale europeo.

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