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Ovviamente il lavoro della magistratura e delle forze dell’ordine va rispettato sempre e “a prescindere”. Anche perché c’è da auspicare che i giudici, prima di spiccare 24 ordini di cattura, abbiano messo insieme prove sufficienti a giustificare i provvedimenti restrittivi. Si parla di armi e di minacce concrete, un paese come l’Italia che ha vissuto la lunga e sanguinosa stagione del terrorismo, non può mai permettersi di abbassare la guardia.

Ma a guardare il “tanko” costruito dai secessionisti veneti arrestati dai carabinieri, qualche dubbio viene. Così come, venne qualche dubbio nel ’97, quando i Serenissimi condannati poi a varie pene detentive, presero “d’assalto” Piazza San Marco con l’antenato del “tanko” di oggi. Quello strano aggeggio venne portato sulla piazza più famosa di Venezia all’alba del giorno in cui era atteso in città l’allora presidente della repubblica Scalfaro. Il quale non cancellò la sua visita, perché le forze dell’ordine neutralizzarono subito e senza colpo ferire gli sprovveduti autori del clamoroso “assedio”: i quali si ritrovarono piuttosto ad essere assediati di corpi speciali intervenuti prontamente sul posto.

Il "Tanko" del 1997
Il “Tanko” del 1997

Quella dei Serenissimi, insomma, fu più che di un atto di guerra, una pagliacciata. E, sempre che non ci siano davvero le prove di un salto di qualità militare di questo gruppo secessionista, con contatti con la criminalità albanese per l’acquisto di armi leggere, anche l’azione di oggi sembra a prima vista appartenere alla medesima categoria della pagliacciata.

Quel trattore “blindato” può davvero trasformarsi in un carro armato, in grado di sfondare un edificio e compiere azioni da guerra? Gli inquirenti ne sono convinti, ma se le prove delle quali dispongono non fossero in grado di sostenere accuse così pesanti come quella di terrorismo, c’è il rischio concreto che questa raffica di arresti si trasformi in un boomerang. E che alcuni lunatici e patetici personaggi finiscano per essere trasformati in martiri della libertà.

A trarne vantaggio (sopratutto elettorale, visto che il voto si avvicina) sarebbero non tanto i secessionisti veneti, quanto la Lega Nord. La quale da una parte si dichiara estranea all’iniziativa dei “tankisti”, dall’altra tuona contro lo “scandalo” di uno Stato che “libera i delinquenti e arresta gl indipendentisti”. Siamo in campagna elettorale, e ogni occasione è buona per essere strumentalizzata a proprio vantaggio.

 

 

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