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Il documento di 39 pagine frutto del lavoro comune degli sherpa del M5s e Lega in vista della possibile formazione di un nuovo governo, è il segno che per i due partiti la campagna elettorale non è ancora finita, a due mesi e mezzo dal voto.

Il testo infatti è la somma, alla rinfusa, di tutti gli slogan immaginifici lanciati nel corso della lunghissima fase preparatoria del voto del 4 marzo 2018. È un libro dei sogni al quale sono stati aggiunti degli incubi che mettono insieme il peggio delle proposte delle due forze politiche: dalla politica estera filo-russa alle sparate anti-UE, dalle politiche manettare sulla giustizia , al pegno pagato ai vari”no-vax” e “no-TAV”.

Manca ogni riferimento serio alle ingenti coperture finanziarie necessarie per attuare un simile catalogo dei desideri. Si spenderà in deficit, si annuncia, senza spiegare che questo avrà un costo esorbitante in termini di interessi sul debito pubblico. E questo costo lo pagheremo interamente noi contribuenti italiani. Non una parola, inoltre, sui prossimi appuntamenti europei che sono dietro l’angolo: il nuovo bilancio comunitario, la politica della difesa comune, la riforma dell’Eurozona.

Ma manca soprattutto un’anima. Una visione di società e di politica che si vuole realizzare. Il cambiamento va bene, ma se porta nella giusta direzione. Qui invece c’è il rischio, concretissimo, di mandare il paese a sbattere contro un muro.

 

 

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