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Forse bisognerebbe smetterla con questa storia della “luce in fondo al tunnel”. La luce c’è, ma non per noi. E come se non bastasse, è una luce ancora molto debole, come ha ribadito ieri il numero uno della BCE Mario Draghi. L’Italia invece continua a viaggiare nel buio di un tunnel del quale non si intravvede la fine. Solo si spera che, contando sul solito “stellone” italiano (scomparso ormai da alcuni anni) anche il nostro paese possa agganciare quella ripresa dell’economia mondiale che gli ultimi dati del FMI accreditano al 2,9 per centro nel 2012.

Ma la politica non fa nulla per agevolare questo processo. Anzi, nonostante la buona volontà di pochi, il presidente Napolitano per primo (ieri ha rivolto un ennesimo appello alla stabilità), i partiti sembrano incapaci di uscire dalla logica delle loro perverse dinamiche interne: con il Pdl prigioniero dei guai politico-giudiziari del leader Berlusconi, il Pd perso nelle convulsioni precongressuali.

I dati macroeconomici parlano chiaro. Secondo il citato rapporto del Fondo Monetario Internazionale, le prospettive di crescita del nostro paese restano al palo anche quest’anno, con un calo del Pil stimato nell’1,8%, mentre anche le speranze di crescita per il prossimo anno, prevedono un misero 0,7%. Tutta qui la luce che qualcuno intravvede

Forse allora conviene cambiare strada. Dire agli italiani come stanno veramente le cose. Chiarire che quel burrone nel quale quale il paese stava precipitando nel 2010 è ancora lì, e che bisogna rimboccarsi le maniche e tirare ancora la carretta per evitare di precipitarci dentro. Un po’ di ottimismo fa bene, ma non bisognerebbe dare troppe facili speranze, semza prima essere certi di aver messo il paese al riparo da nuovi e più catastrofici scossoni.

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