Crisi, il giorno del giudizio: pdl si spacca, Letta gioisce e “vede” la fiducia

Enrico Letta veleggia verso la fiducia, con una maggioranza ben superiore a quella della metà più 1 dei senatori, che è 161 voti. In più si lascia alle spalle un centrodestra a pezzi, dilaniato, per la prima volta dai tempi di Fini, da una violenta polemica interna. Alfano e gli altri ministri sembra abbiano deciso di passare il Rubicone e votare per la continuità dell’azione di governo. E in serata il premier Letta ha respinto le dimissioni di Alfano & CO. Berlusconi invece resta in compagnia di falchi e pitenesse, e fa sapere dopo l’ennesima riunione a Palazzo Grazioli che voterà contro il governo.

Lo strappo è consumato. Al voto di fiducia al senato e poi alla camera, Alfano e l’ala moderata del PDL, voterà sì, Berlusconi e i “duri” no. Fu vera rottura? Probabilmente sì, m solo il tempo lo potrà dire. Da giorni nei palazzi della politica si parla di una specie di uno strappo “controllato”, rimodulato, nelle intenzioni del Cav, sul “modello Fini”: l’idea sarebbe quella di allontanare un esiguo numero di “traditori”, mentre il corpaccione del partito si stringerebbe intorno al capo carismatico, rinchiuso nella roccaforte della nuova Forza Italia. Una formazione politica che potrebbe essere capitanata da Marina Berlusconi, visto che, qualunque cosa accada sul piano politico e giudiziario, Berlusconi già da ora non è candidabile..

La differenza sostanziale rispetto allo strappo con Fini, è che il Cav all’epoca era alla guida dell’esecutivo, e disponeva di un’ampia maggioranza. Oggi si è cacciato da solo all’opposizione, è in una fase calante di consensi ed ha i guai giudiziari che tutti conoscono.

Si vedrà come andrà a finire la partita nel centrodestra, che riguarda non solo il centrodestra ma l’intero Paese Dal voto di fiducia e dai numeri del senato si capirà verso quale direzione va questo nostro povero paese.

Ma lo scenario può ancora cambiare, e i colpi di scena in questa crisi senza precedenti e senza paracadute non sono affatto da escludere.

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