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Gli ultimi sondaggi realizzati da Ipsos per il Corriere della Sera  mettono in rilievo alcune linee di tendenza interessanti. Innanzitutto la conferma di una crescita piuttosto tumultuosa delle armate grilline, ed un calo meno consistente, ma significativo del PD, con Forza Italia che resta al chiodo in terza posizione, passando, dopo una settimana di sparate tv di Silvio Berlusconi, dal 19 al 19,2%. Ma il dato che fa più riflettere è che, quando mancano 3 settimane al voto, il primo partito stabilmente in testa è quello degli indecisi. Un partito che anzi tende a crescere, dal 37,7% al 38,8%.

Di solito, con il procedere della campagna elettorale, la schiera di coloro che non hanno ancora preso una decisione mostra la tendenza piuttosto ad assottigliarsi, non certo a crescere. Segno evidente che i toni e i temi di questa campagna per le europee invece di accattivare e coinvolgere l’elettorato, lo disorientano e lo tengono lontano dalle urne. E per la verità non c’è da stupirsi visto il livello di bassa demagogia e populismo spiccio che caratterizza questa fase di caccia all’ultimo voto.

Come si ricorderà, anche in occasione delle legislative del 24-25 febbraio dello scorso anno, i sondaggi pre-elettorali assegnavano una vittoria sicura al PD di Bersani dato sopra il 38%,Berlusconi al 26/28% e Grillo al 14-16%; ma il livello di coloro che ancora non avevano compiuto o dichiarato la propria scelta era molto alto e si aggirava intorno al 40-50 per cento, un mese e mezzo prima del voto. Poi abbiamo visto com’è andata a finire.

Certo la debacle dei sondaggisti alle scorse politiche fu clamorosa, ed essi si giustificarono affermando che quando si presentano al voto forze politiche nuove possono esserci significativi errori di valutazione; per questo, si disse, il risultato del M5S era stato clamorosamente sottostimato. Oggi che il movimento di Grillo non è più una novità, le previsioni potrebbero quindi avvicinarsi ai risultati.

Ma come si fa ad azzeccare i pronostici elettorali in un paese nel quale quasi 4 elettori su 10 non esprimono ancora una preferenza. Meglio aspettare i risultati, che potrebbero anche quest’anno riservare molte sorprese. Anche perché la campagna elettorale è ancora lunga, e tutto alla fine si decide negli ultimi giorni.

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