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Non dev’essere costato poco a Silvio Berlusconi recarsi al congresso del PPE di Madrid e stringere con calore la mano alla donna che da 4 anni viene additata, insieme a Nicolas Sarkozy, come responsabile del presunto “golpe” contro di lui nel 2011. Ma se lo ha fatto è per precise ragioni di politica interna ed europea.

Sul fronte interno, l’ex Cavaliere ha voluto lanciare un messaggio alla Lega: ha annunciato che, forse, andrà alla kermesse di Salvini a Bologna, ma, se mai andrà, lo farà alle sue condizioni e non a quelle dettate dal leader della Lega. Anche se i sondaggi lo accreditano in grave difficoltà – molti punti sotto il partito di Salvini – Berlusconi non ci sta a recitare la parte della comparsa in una futuribile alleanza con il Carroccio 2.0, votato alla demagogia xenofoba e anti-euro. Il leader di Forza Italia sa benissimo quello che Salvini forse non ha ancora capito: che cioè per vincere le elezioni politiche bisogna conquistare il consenso dell’elettorato di centro, che non si accontenta degli slogan razzisti e volgari. Quindi, parlare alla pancia del paese come fa Salvini, può portare un valore aggiunto di voti nel quadro di un’alleanza guidata da un partito di centro destra, capace di captare gli umori di un elettorato moderato. Ma con i suoi toni lepenisti,la Lega potrà al massimo guidare un partito del 14-16 per cento (magari alleato con Fratelli d’Italia), ma non riuscirà mai ha presentarsi come credibile forza di governo. Sul fronte populista, infatti lo spazio è già ampiamente coperto dal M5S, la sola forza politica, al momento, in grado di creare difficoltà al PD di Renzi, anch’esso in calo di consensi.

Berlusconi, invece, prova a ricucire i fili con l’Europa e con il PPE, che sono stati strappati nel 2011 in un crescendo di violente polemiche. Non sarà facile; e il gelo con Sarkozy, come anche la necessità di giustificarsi con la Merkel per una frase che dice di non aver mai pronunciato (“culona inchiavabile”), sono la rappresentazione plastica di queste difficoltà. Eppure, egli sa che riannodare i rapporti con l’Europa che conta e che decide è indispensabile nella prospettiva, quasi disperata, di un rilancio del suo movimento in preda ad una crisi senza precedenti. Entrare nel salotto buono della politica europea, però, significa abbracciare una scelta che lo porta agli antipodi da Salvini e che allontana l’ipotesi di una possibile alleanza. E il tweet rabbioso di Calderoli, indica che il messaggio è arrivato a destinazione.
Calderoli tweet
A questo punto sarà difficile per Berlusconi partecipare alla kermesse di Bologna della Lega. E sarà ancora più difficile, per lui, vicino al PPE, stringere un’alleanza di governo con chi in Europa è alleato con Marine Le Pen.

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