Berlusconi cambia idea e vota la fiducia, ma è pronto a rilanciare

Quella di Berlusconi di votare la fiducia a Letta è stata una strada obbligata per evitare di mandare in pezzi un partito già ampiamente lacerato e disorientato. Non va letta quindi né come una resa, né una farsa, come pure qualcuno sostiene. E’ stata un’abile mossa, una ritirata strategica, volta a salvare il salvabile ed evitare una disfatta sul campo.

I suoi più stretti collaboratori avevano infatti prospettato a Berlusconi uno scenario con un finale stile Gianfranco Fini. Cioè una emorragia contenuta e controllabile di parlamentari. Quando invece il leader di Forza Italia si è trovato di fronte ad un ammutinamento di grandi proporzioni, con una trentina di transfughi, ha avuto paura di una conta per lui perdente ed inutile. Si sarebbe cioè trovato isolato, mentre il governo avrebbe comunque avuto la fiducia, ed anche con buoni numeri, grazie ai voti dei “traditori”. Sarebbe stata una Caporetto.

Di qui l’idea, che per la verità non era del tutto imprevedibile (anche noi l’avevamo inserita nel novero delle possibilità) di fare il salto della quaglia e dire sì al governo. Nel video qui sotto il breve discorso di Berlusconi e il sorriso di letta che dice ad Alfano: “è un grande”.

Naturalmente, come in ogni ritirata strategica, ci si prepara poi a un nuovo conflitto su basi diverse. Sarebbe stupido pensare che Berlusconi è finito. L’esito finale dipenderà non da uno solo dei giocatori, ma dalle mosse di tutti i protagonisti di questa partita, Letta compreso.

Berlusconi sa che ormai i ponti sono tagliati con gli alfaniani, e che assai difficilmente quindi si tornerà indietro verso un gruppo e un partito unico. Ma con la sua mossa ha messo in difficoltà proprio Angelino, perché il Cav ha fatto, sia pure in extremis, esattamente quello che lui appena due giorni fa gli aveva chiesto di fare, cioè votare la fiducia. Come giustificare quindi la scissione agli occhi dell’elettorato di centro destra, dal momento che Berlusconi si ha “ubbidito” alle richieste del segretario del partito?

Alla fine della giornata, dunque Berlusconi da una parte vede allontanarsi le elezioni, dall’altra guadagna del tempo prezioso. Che potrà utilizzare per provare a convincere gli indecisi, ma anche per mettere mano alla sua nuova formazione Forza Italia, che realizzerà solo con le persone a lui oggi più vicine.

E in più, dovrebbe anche incassare un risultato inatteso (se fosse voluto il Cav sarebbe più furbo del diavolo). Il nuovo gruppo degli alfaniani ha infatti chiesto, regolamento alla mano, di poter avere un proprio rappresentante nella giunta per le elezioni. La stessa che il 4 ottobre dovrebbe votare sull’incandidabilità di Berlusconi. Ci vorrà del tempo per l’ingresso del nuovo membro in Giunta, e una trattativa politica che può essere lunga. Anche molto lunga. E nel frattempo tutto si ferma.

 

 

Update 03/06/2013 08,50

 

Il gruppo parlamentare forse non si farà. O forse sì. La sostanza però non cambia: Berlusconi, perla prima volta ha dovuto cedere al partito e al suo delfino. ha perso una battaglia importante, non ancora la guerra.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *