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US President-elect Donald Trump is sworn in as President on January 20, 2017 at the US Capitol in Washington, DC. / AFP / Mark RALSTON (Photo credit should read MARK RALSTON/AFP/Getty Images)

Non mi piace Donald Trump, non mi piacciono i rappresentanti della casta che si ergono a difensori del popolo contro la casta. Sa troppo di imbroglio e di contraffazione, come se uno predicasse la povertà per gli altri mentre stappa bottiglie di champagne nella sua villa da milionario a Malindi. Ma quest’uomo piace alla maggioranza degli americani e non si può che prenderne atto.

Il fatto di rispettare una scelta democratica, però, non significa che non sia lecito porsi alcuni interrogativi. Se li è posti, ad esempio, il Papa, ricordando che anche Hitler è stato eletto nel 1933, e quello, per Bergoglio resta «l’esempio più tipico del populismo, in senso europeo».

Perché vincere le elezioni è un passaggio necessario e irrinunciabile del processo democratico: necessario ma non sufficiente. Una volta eletto, il vincitore deve rispettare le istituzioni che rappresenta e soprattutto ha l’obbligo di condividere il principio base della democrazia liberale, secondo cui i diritti di un individuo o di un gruppo sociale trovano il proprio limite nel rispetto del diritto di tutti gli altri. Lo Stato di diritto è qualcosa che esiste prima e dopo il voto e che rende piena e vitale la democrazia.

Lo farà il nuovo presidente? Rispetterà le regole della democrazia liberale? Sono convinto di sì. La democrazia in America è forte e radicata ed anche un presidente fuori misura come The Donald, alla fine ne rispetterà i principi cardine. Ne sarei meno sicuro nell’ipotesi della vittoria di uno dei campioni europei del populismo.

I rischi di una deriva populista per gli USA non riguardano, a mio avviso, la sfera della democrazia e delle libertà individuali e collettive, ma quella della politica estera. Il protezionismo ultra-nazionalista e protezionista rischia di danneggiare prima di tutto l’economia americana e di comprimere l’economia mondiale. Ma il business, si sa, è più forte dei dazi e del protezionismo ed il progetto di Trump su questo punto è destinato a fallire, almeno nel medio termine.

«Compra americano, assumi americano», è uno slogan efficace, ma non funziona: se la Apple produce gli iPhone a Taiwan, pagando la mano d’opera un quarto di quanto costerebbe a Cupertino, non c’è nessun Donald Trump che possa riportare la produzione negli USA, perché questo significherebbe moltiplicare il prezzo degli iPhone provocando un crollo delle vendite. I dazi, poi, sono «contagiosi». Anche altri paesi saranno obbligati ad imporli sulle merci americane, e sarebbe il crollo dell’export USA, la cui bilancia dei pagamenti è già pesantemente esposta sul fronte delle esportazioni.

Lo stesso credo si possa dire sull’altro cardine della politica estera trumpista, l’accordo con Putin e il ridimensionamento della NATO. Un patto di ferro fra Washington e Mosca sarebbe contro natura, ci sono interessi strategici e geopolitici troppo divergenti. È auspicabile che possa attuarsi nel campo della lotta al terrorismo, ma è difficile che possa andare otre questo aspetto. E in ogni caso, a pagarne le conseguenze sarebbe l’Europa, frangile, certo, ma storicamente alleato prezioso degli Stati Uniti.

«Vedremo» ha detto il Papa, lasciando trapelare uno scetticismo sulla concreta attuazione del programma populista di Trump: una prudenza condita da scetticismo che non possiamo che condividere.

Sappiamo che il populismo ha due possibili sviluppi, quando arriva alle porte del potere: o si trasforma in un regime autoritario e antidemocratico (e non è il caso americano) o rivela la totale inconsistenza dei suoi proclami, una volta che si è costretti a confrontarsi con i problemi reali, a passare dalla protesta alla proposta.


 

Grazie. Grazie mille, a tutti. Scusate l’attesa. È stata un cosa complicata. Grazie mille. Ho appena ricevuto una telefonata dal segretario Clinton. Si è congratulata con noi per la nostra vittoria – perché è noi che riguarda – e io ho fatto le mie congratulazioni a lei e alla sua famiglia per la campagna elettorale combattuta molto duramente: ha combattuto davvero duramente. Hillary ha lavorato per molto tempo e davvero sodo, e noi abbiamo un grande debito di gratitudine nei suoi confronti per il servizio che ha prestato al nostro paese. Sono davvero sincero. Ora per l’America è arrivato il momento di fasciare le ferite della divisione, dobbiamo riunirci. A tutti i Repubblicani e i Democratici e agli Indipendenti di questa nazione dico che è tempo di unirsi come un solo popolo. È il momento.

Prometto a ogni cittadino di questo paese che sarò il presidente di tutti gli americani. È una cosa davvero importante per me. A quelli che in passato hanno scelto di non sostenermi, e ce ne sono stati un po’: mi rivolgo a voi per chiedere la vostra guida e il vostro aiuto, in modo da poter lavorare insieme per unire il nostro grande paese. Come ho detto fin dall’inizio, la nostra non è stata una campagna ma piuttosto un incredibile e grande movimento, composto da milioni di uomini e donne che lavorano duro, amano il loro paese e vogliono un futuro migliore e più luminoso per loro stessi e le loro famiglie. È un movimento che comprende americani di tutte le razze, religioni, contesti e credenze, che vogliono e si aspettano che il nostro governo serva il popolo. E così sarà.

Lavorando insieme cominceremo dal compito urgente di ricostruire la nostra nazione e di rinnovare il sogno americano. Ho passato tutto la mia vita nel mondo degli affari a osservare il potenziale inespresso di progetti e persone in tutto il mondo. È questo quello che ora voglio fare per il nostro paese. Sfruttare il suo tremendo potenziale. Ho imparato a conoscere benissimo il nostro paese. Ha un potenziale tremendo. Sarà una cosa bellissima. Ogni americano avrà l’opportunità di sviluppare a pieno il suo potenziale. Gli uomini e le donne dimenticati di questo paese non saranno più dimenticati. Sistemeremo i problemi dei nostri centri urbani e ricostruiremo le nostre autostrade, i ponti, i tunnel, gli aeroporti, le scuole e gli ospedali. Ricostruiremo le nostre infrastrutture, che non saranno seconde a nessuno, e daremo lavoro a milioni di persone nel ricostruirle. Ci prenderemo finalmente cura dei nostri grandi reduci di guerra che ci sono stati così leali; durante questo viaggio di 18 mesi ne ho conosciuti tanti. Il tempo che ho passato con loro durante questa campagna elettorale è stato uno degli onori più grandi che abbia mai avuto. I nostri veterani sono persone incredibili.

Avvieremo un progetto di crescita e rinnovamento nazionali. Sfrutterò i talenti creativi dei nostri cittadini e farò appello ai migliori e ai più brillanti perché usino il loro tremendo talento a beneficio di tutti. Succederà. Abbiamo un grande piano economico. Raddoppieremo la crescita del nostro paese e avremo l’economia più forte al mondo. Allo stesso tempo, andremo d’accordo con tutte le altre nazioni che vogliono andare d’accordo con noi. Lo faremo. Avremo ottimi rapporti. Ci aspettiamo di avere rapporti davvero eccellenti. Non esiste un sogno troppo grande, o una sfida troppo difficile. Niente di quello che vogliamo per il nostro futuro è al di fuori della nostra portata. L’America non si accontenterà più di niente che non sia il meglio. Dobbiamo rivendicare il destino del nostro paese e sognare in grande e in modo audace. Dobbiamo farlo. Torneremo a sognare cose belle e di successo per il nostro paese.

Alla comunità mondiale voglio dire che, nonostante metterò gli interessi dell’America sempre al primo posto, ci comporteremo in modo corretto con tutti. Tutti i popoli e tutte le nazioni. Cercheremo un punto d’incontro, e non l’ostilità. Collaborazioni e non conflitti.

Ora vorrei sfruttare questo momento per ringraziare alcune delle persone che mi hanno davvero aiutato ad arrivare a questa vittoria davvero storica, come la stanno definendo. Innanzitutto voglio ringraziare i miei genitori, che so mi stanno guardando da lassù in questo momento. Persone magnifiche, da cui ho imparato moltissimo e che erano meravigliose sotto ogni punto di vista. Sono stati dei genitori davvero fantastici. Vorrei ringraziare anche le mie sorelle, Marianne e Elizabeth, che sono con noi qui stanotte. Dove sono? Sono qui da qualche parte, ma sono molto timide. E mio fratello Robert, un mio grande amico. Dov’è Robert? Mio fratello Robert. Dovrebbero essere tutti su questo palco, ma fa niente. Sono fantastici. E anche il mio fratello defunto Fred, una persona fantastica. Sono stato molto fortunato: tutta la mia famiglia è stata fantastica. I miei fratelli e sorelle, i miei genitori: tutte persone incredibili. A Melania, Don, Ivanka, Eric, Tiffany e Barron: vi amo, e grazie, soprattutto per aver avuto pazienza per tutte queste ore. È stata dura. La politica è una cosa cattiva e dura. Perciò, voglio ringraziare davvero molto la mia famiglia. Grazie a tutti.

Lara, ha fatto un lavoro incredibile. Vanessa, grazie, davvero. Siete stati un gruppo fantastico. Mi avete dato tutti un sostegno incredibile. Sappiate che siamo un gruppo di molte persone. Dicono sempre che abbiamo uno staff piccolo. Non mi sembra così piccolo. Guardate tutte le persone che abbiamo. Guardatele. Kellyanne, Chris, Rudy, Steve e David. Nel nostro gruppo ci sono persone di grandissimo talento, e voglio dirvi che il nostro viaggio è stato davvero molto speciale. Voglio ringraziare in modo molto speciale il nostro ex sindaco Rudy Giuliani. È incredibile: ha viaggiato con noi ed è venuto alle riunioni. Rudy non cambia mai. Dov’è Rudy? Dov’è? Il governatore Chris Christie, gente, è stato incredibile. Grazie, Chris. La prima persona, il primo senatore, il primo politico importante a sostenerci è stato Jeff Sessions; lasciate che ve lo dica: è molto rispettato a Washington perché non si trovano persone brillanti come il senatore Jeff Sessions. Dov’è Jeff? Un grande uomo.

C’è poi un altro grande uomo, che è stato un avversario molto tosto. Non è stato facile avere a che fare con lui. L’ho conosciuto da avversario perché è stata una delle persone che voleva andare contro i Democratici: il dottor Ben Carson. Dov’è Ben? Qui da qualche parte c’è anche Mike Huckabee, un uomo fantastico. A Mike e alla sua famiglia, a Sara: grazie. Il generale Mike Flynn. Dov’è Mike? E il generale Kellogg. Più di 200 tra generali e ammiragli hanno sostenuto la nostra campagna, sono persone speciali. Abbiamo 22 persone che hanno ricevuto la medaglia d’onore del Congresso. C’è un’altra persona molto speciale con cui, secondo le notizie che circolavano, non andavo d’accordo. La verità è che non ho avuto un solo secondo negativo con lui. Parlo di – come avete fatto a indovinare? – Reince [Priebus, il capo del Partito Repubblicano]. Guardate tutte queste persone qui: Reince è una superstar. Io gli ho detto: «Non possono chiamarti superstar finché non vinciamo». Reince è davvero una superstar e lavora come nessun’altro. Vieni qui, Reince! Era ora! Vieni qui a dire qualcosa! La nostra collaborazione con il Partito Repubblicano è stata fondamentale per il nostro successo, e devo dire che ho avuto modo di conoscere delle persone incredibili.

Le persone del Secret Service. Sono tosti, intelligenti e acuti, ed è meglio non farli arrabbiare, credetemi. Quando voglio andare a salutare una folla di persone, mi prendono e mi fanno sedere di nuovo. Però sono persone fantastiche, e voglio ringraziarle. Anche le forze dell’ordine di New York sono qui stanotte. Sono persone spettacolari, che a volte purtroppo non vengono apprezzate come dovrebbero. Noi però le apprezziamo.

Questo è stato quello che si definisce un evento storico. Ma per essere davvero storico, dobbiamo fare un ottimo lavoro e io vi prometto che non vi deluderò. Faremo un ottimo lavoro. Non vedo l’ora di essere il vostro presidente e spero che alla fine di due, tre, quattro o magari otto anni direte che questa è stata una cosa di cui siete orgogliosi.

Posso solo dire che anche se la campagna elettorale è finita, il nostro lavoro per il nostro movimento inizia solo ora. Ci metteremo subito al lavoro per il popolo americano e spero faremo un lavoro che vi renderà orgogliosi del vostro presidente. Sarete orgogliosi. Sono onorato.
È una serata fantastica. Sono stati due anni fantastici e amo questo paese. Grazie. Grazie mille. Grazie, Mike Pence.

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