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La manifestazione di Parigi ha impressionato il mondo per il suo possente messaggio di unità. E ha posto ancora una volta la Francia al centro del Vecchio Continente, come suo motore culturale e morale. Ma la manifestazione è finita, e gli attacchi terroristici al cuore dell’Europa hanno lasciato un senso di vuoto e di paura. E soprattutto un drammatico interrogativo: che fare ora?

All’indomani dell’11 settembre George W. Bush, un texano dalle maniere spicce, pensò che la sola risposta adeguata al terrorismo fosse l’opzione militare. L’invasione dell’Afganistan tolse le basi agli “stranieri” di Al Qaeda che avevano cannibalizzato il paese, ma non risolse il problema della lotta ai santuari del terrore che trovarono ospitalità in altri paesi e poterono godere di nuove coperture e nuovi finanziatori. E tuttavia, nonostante tutto, fu una risposta: unilaterale e limitata quanto si vuole, ma una risposta

Il riischio maggiore del terrorismo dei nostri giorni è che l’Occidente non si dimostri in grado di offrire alcuna risposta a chi predica e semina il terrore nelle nostre strade. E che tutto venga presto archiviato, magari in nome della crisi economica o delle divisioni fra i partner.  Oggi ci accorgiamo che quel contestato ruolo di “gendarme del mondo” svolto dagli Stati Uniti fino alla grande crisi iniziata nel 2007, offriva all’Europa anche un comodo ombrello sotto il quale mettersi al riparo dall’esercizio delle proprie responsabilità.

Oggi l’America di Obama non vuole, e probabilmente non può svolgere più quel ruolo. E il mondo, specie quello occidentale, è divenuto un luogo meno sicuro e più vulnerabile. Forse dobbiamo imparare a convivere con questo senso permanente di insicurezza e di paura. Farci una ragione del fatto che dietro il nostro vicino di casa dalla faccia pulita possa celarsi un terrorista pronto a massacrare civili inermi.

Almeno fino a quando non si capirà che mondo sarà quello di domani, dominato da nuovi equilibri i cui contorni però ancora non si intravvedono. E se per l’Europa e l’Italia ci sarà ancora un posto di rilievo nel nuovo mondo.

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