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Cosa cambia per l’Europa con il terzo mandato conferito dagli elettori (leggi qui come funziona il “modello tedesco”) ad Angela Merkel? Assolutamente nulla. Come non sarebbe cambiato nulla se a vincere fosse stato il suo principale competitor, il socialdemocratico Peer Steinbrück. E questo perché sia la Cancelliera che il leader della SPD hanno sull’Unione europea e sul futuro dell’Eurozona idee largamente convergenti, che del resto rispecchiano i sentimenti della grande maggioranza dell’elettorato tedesco.

Almeno se dobbiamo prestar fede ad un sondaggio del think tank Open Euope, realizzato qualche settimana prima del voto, secondo il quale 2 tedeschi su 3 si attendono dal nuovo governo che non vengano concessi ulteriori aiuti finanziari ai paesi della Zona Euro, e circa la metà chiede che non siano conferiti nuovi poteri a Bruxelles. In questo contesto, forse si può addirittura affermare che la Merkel è la più “europeista” fra i leader politici della Germania di oggi.

Se la Cancelliera si appresta a governare per il nono anno consecutivo la Germania e l’Europa, è semplicemente perché il suo paese non ha avvertito alcun bisogno di cambiare un cavallo che si è dimostrato affidabile e vincente. L’economia tedesca gode di buona salute: è la più forte del continente, ed oggi guida la ripresa che tocca quasi tutti gli altri paesi europei ad eccezione dell’Italia.

Per vincere, anzi stravincere, non ha dovuto fare grandi sforzi: le è bastato ricordare che nessuno meglio di lei è in grado di difendere i risparmi e gli interessi dei tedeschi, come ha fatto per tanti anni in estenuanti summit europei. Per questo ha impostato una campagna elettorale “al cloroformio”, senza strappi, senza forzature, quasi anestetizzando il suo elettorato.

Il l punto è proprio questo. Alla Germania, che sia guidata dalla Merkel o da chiunque altro, l’Europa sta bene così com’è oggi. Un’Europa germanocentrica che ha una doppia capitale, una a Berlino, l’altra a Francoforte, secondo una velenosa battuta che gira nel Regno Unito, con una moneta unica, l’Euro, senza la quale l’economia tedesca basata sulle esportazioni sarebbe perduta. Un’Europa in affanno, e senza un respiro politico, ma che non può fare a meno della Germania..

Se qualcuno, dunque, si aspetta un rilancio del processo di integrazione economica e politica dell’Europa all’indomani del voto tedesco, andrà deluso. La cancelliera rispetterà il nuovo mandato conferitogli dagli elettori e non concederà nulla ai partner europei e a Bruxelles, se non quella dose minima di ossigeno che possa consentire alla moneta unica di sopravvivere e all’Europa di andare avanti senza slanci.

Il sociologo tedesco Ulrich Beck ha definito efficacemente l’atteggiamento della cancelliera nei confronti dell’Europa come “Merkiavellismo”, con riferimento all’autore del Pincipe, quando si domanda se sia meglio essere amato o temuto. Questa la risposta di Machiavelli: “si vorrebbe essere l’uno e l’altro; ma, perché elli è difficile accozzarli insieme, è molto più sicuro essere temuto che amato”. Non c’è dubbio che la cancelliera la pensi allo stesso modo.

 

3 COMMENTS

  1. Certo la Germania ha un enorme interesse a mantenere lo status quo in Europa. Basti pensare ai “Bond” deschi che si collocano con rendimenti negativi od al contributo sostanziale alla competitività tedesca fornito da un Euro “tenuto giù” dalle più deboli economie europee. Non dobbiamo pertanto aspettarci alcun cambiamento di rotta dalla rieletta Angela, dalla nuova coalizione e, nondimeno dal fronte dei paesi satelliti della Germania.
    Va tuttavia considerato che il rischio di rompere il giocattolo diventa sempre più forte. Fino a quando i fenomeni di impoverimento e di disagio sociale crescente dei paesi in sofferenza potranno essere contenuti?
    Fino a quando potrà essere sopportato un progressivo arretramento verso condizioni socio economiche tipiche del dopoguerra da parte di popolazioni abituate per decenni ad altri livelli di benessere?
    L’establishment tedesco e la Merkel sapranno cogliere questo rischio sempre più tangibile?
    È la nostra speranza.

    • Condivido la speranza. Mi sembra che la Merkel abbia dato finora prova di realismo. E non penso che un’eventuale coalizione con la Spd possa cambiare la politica europea della Germania.Quindi la Cancelliera continuerà a tirare la corda fino a un attimo prima che si spezzi. Ma così l’Europa continuerà’ a giocare al ribasso.

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