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L’assemblea di Strasburgo ha approvato a larga maggioranza una risoluzione “non legislativa” con la quale si chiede che siano gli stessi eurodeputati a decidere sulla cosiddetta “sede unica” del parlamento europeo, oggi diviso fra Bruxelles e la città alsaziana. Obiettivo della risoluzione che in quanto “non legislativa” non avrà effetti operativi, è quello di far svolgere tutti i lavori dell’Europarlamento in un’unica sede, preferibilmente quella di Bruxelles, cancellando quindi quello che viene considerato il “doppione” alsaziano.

Come illustrato in un precedente post, la doppia sede del Parlamento europeo a 435 km di distanza l’una dall’altra ha un costo esorbitante , che è stato quantificato in 200 milioni di euro l’anno. Una cifra che per i francesi si riduce di circa un quarto, a 51 milioni annui. Costi comunque difficilmente giustificabili in un momento in cui le casse dell’Unione sono a secco. Per questo, su iniziativa degli euroscettici britannici, è stata approvata la risoluzione “single seat”, che è passata con 483 voti a favore, 141 contrari e 34 astenuti. Una maggioranza schiacciante, pari al 73% dei votanti, ma che dovrà scontrarsi con il muro opposto dai francesi che temono, a ragione, che la Francia, perdendo l’Europarlamento di Strasburgo  subirebbe uno smacco inaccettabile

Questo voto dunque ha una valenza politica ma non pratica. La risoluzione infatti chiede che siano gli stessi eurodeputati e non il Consiglio europeo a decidere quale dovrà essere la loro sede di lavoro. Ma in realtà la scelta di Bruxelles piuttosto che di Strasburgo come sede unica dell’assemblea europea può essere attuata solo attraverso una modifica dei Trattati. E sulle modifiche istituzionali a decidere è il Consiglio, cioè i governi nazionali. Ed è perlomeno improbabile che la Francia decida di fare harakiri.

Già il potente presidente del PPE, il francese Daul, ha messo le mani avanti. Se ci si chiede di modificare i Trattati, allora dobbiamo rimettere in discussione l’intera architettura europea e non solo l’ubicazione della sede del Parlamento.

La battaglia è appena agli inizi, e sarà lunga.

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