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L’Italia chiama, e l’Europa non risponde. Sull’immigrazione a Lussemburgo dove è appena cominciata la riunione dei ministri dell’interno dei 28 paesi UE (per l’Italia c’è il vicepremier Angelino Alfano, più sotto la sua dichiarasione all’arrivo n Lussemburgo), è andato in scena il solito copione di annunci mirabolanti e poca sostanza.
Il commissario agli affari interni, Cecilia Malmström, arrivando a Lussemburgo (sotto il suo intervento in francese), ha annunciato l’intenzione di proporre agli Stati membri “di organizzare una grande operazione di sicurezza e di salvataggio nel Mediterraneo, da Cipro fino alla Spagna. Chiederò al più presto le risorse necessarie per salvare il maggior numero di vite possibili”, ha aggiunto, spiegando poi che l’operazione sarà guidata da Frontex, l’agenzia europea per il controllo delle frontiere marittime dell’Unione.

Già prima dell’inizio della riunione, che si tiene alla vigilia della visita del presidente della Commissione Barroso, domani a Lampedusa, è stata già bocciata dal solito “blocco del nord” la richiesta di redistribuzione nei vari paesi dei migranti che arrivano sulle nostre coste. Nessuna apertura neanche sulla riforma del diritto d’asilo, la cosiddetta “Dublino 2”, che impone ai paesi di prima accoglienza di farsi carico delle domande d’asilo e di assicurare l’ospitalità ai richiedenti.

Lampedusa, l'Europa di fronte al problema dell'immigrazione, "ci dispiace, siamo vivi". La barca si chiama: "morto di fame".
Lampedusa, l’Europa di fronte al problema dell’immigrazione,
“ci dispiace, siamo vivi”. La barca si chiama: “morto di fame”. (da Le Monde)

“La Germania è il paese europeo che tratta il maggior numero di domande d’asilo”, ha tagliato corto il ministro dell’interno tedesco, Hans-Peter Friedrich. E i suoi colleghi danese e svedese gli hanno fatto eco: “Tutti gli stati dovrebbero prendere esempio da Svezia e Germania”. In sostanza 24 Stati su 28 si oppongono alla modifica del diritto di asilo. La Malmström non ha potuto far altro che prenderne atto, limitandosi a constatare che purtroppo ci sono solo 6 o 7 paesi che si fanno carico del problema.

Dunque, com’era facilmente prevedibile, ce la dovremo sbrigare praticamente da soli.

 

 

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