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Il Parlamento europeo ha lanciato la campagna di sensibilizzazione in vista delle elezioni europee che si svolgeranno a fine maggio in tutti e 28 i paesi dell’Unione. Anche il nostro sito, sensibile alle tematiche europee e consapevole dell’importanza di questa tornata elettorale seguirà con la massima attenzione queste iniziative. Cominciamo con il fornire alcune informazioni di carattere pratico sul voto cerando di rispondere alle canoniche 5 domande: chi, come, dove, quando e perché. Per un aggiornamento e una più ampia sistematizzazione di tutte le notizie relative alle elezioni europee e al sistema elettorale in vigore, consulta anche il nostro Vademecum di recente pubblicazione.

Facts and figures 2014

 Intanto, diciamo subito che sono chiamati al voto 500 milioni circa di elettori. L’Europarlamento per numero di votanti è la seconda assemblea parlamentare democraticamente eletta al mondo, dopo la Camera dell’India. Ciascuno stato membro ha diritto ad eleggere un certo numero di parlamentari che, con il nuovo Trattato di Lisbona va da un minimo di 6 di Malta, Cipro, Lussemburgo ed Estonia ad un massimo di 96 della Germania. In tutto i parlamentari europei saranno 751, a patire dalle elezioni del prossimo anno. Il numero degli italiani è di 73. Un seggio in più fu attribuito al nostro paese, dopo una lunga battaglia procedurale, per ripristinare, in seguito all’entrata in vigore del citato Trattato di Lisbona, la parità di seggi con il Regno Unito.

Il voto si svolgerà in un periodo che va dal 22 al 25 maggio, per dar modo ai singoli paesi di scegliere il giorno della settimana nel quale tradizionalmente si svolgono le votazioni. In certi paesi come il Regno Unito e l’Olanda si vota il giovedì, nella maggior parte degli altri ( e fra questi l’Italia), le elezioni si svolgono sempre di domenica. Da noi, quindi si voterà domenica 25 maggio. Ciascun paese è

libero di seguire le proprie tradizioni e le leggi nazionali in materia elettorale, ma l’Europa detta alcune regole valide per tutti: il voto deve essere libero, segreto, a suffragio universale, e con il sistema proporzionale.

I cittadini europei che vivono in un paese diverso da quello di origine possono votare nel loro paese di residenza, anche se alcune leggi nazionali possono imporre alcune particolari procedure (ma non è il caso dell’Italia).

Perché è importante votare alle prossime elezioni europee? Perché con il trattato di Lisbona l’Europarlamento ha aumentato i propri poteri, e grazie alla cosiddetta procedura di co-decisione, si pone sullo stesso piano del Consiglio europeo, formato dai singoli stati membri. L’Europarlamento deciderà, quindi, insieme al Consiglio chi guiderà la Commissione europea e avrà voce in capitolo nel processo legislativo: materie come il mercato interno, l’ambiente, i trasporti, l’agricoltura, la protezione dei consumatori, le libertà civili ed altro ancora sono soggette all’approvazione obbligatoria da parte del parlamento. L’assemblea ha voce in capitolo anche in materia di bilancio comunitario. Nella primavera di quest’anno ha imposto al Consiglio un lungo tour de force negoziale sul bilancio comunitario 2014-2020 che portò poi a significativi aggiustamenti. Per approfondire le novità introdotte dal Trattato di Lisbona, in particolare sui nuovi poteri del parlamento UE, cliccare qui e qui.

I parlamentari europei dividono il loro impegno fra le assemblee plenarie che si svolgono a Strasburgo 12 volte l’anno (una al mese, eccetto agosto e due in settembre) e altre assemblee e sopratutto riunioni di commissione che si svolgono invece a Bruxelles. Il parlamento ha anche una terza sede nel Lussemburgo, dove si trova il Segretariato generale, che si occupa prevalentemente di traduzioni e interpretariato. La doppia sede di Bruxelles e Strasburgo comporta lo spostamento ogni mese di milioni di documenti e di migliaia di europarlamentari e dipendenti da Bruxelles a Strasburgo. Tutto questo rappresenta uno spreco ingente di risorse comunitarie. Da 169 a 203 milioni di euro l’anno, calcola uno studio svizzero, con emissioni di CO2 per 18,884 tonnellate l’anno. In epoca di spending review e di euroscetticismo galoppante, è un pugno in un occhio per il contribuente europeo, e si moltiplicano perciò le iniziative (specie quelle britanniche) per porre fine a questa situazione. Ma i francesi non hanno alcuna intenzione di cedere neanche di un millimetro sulla città alsaziana, e ricordano che la dislocazione delle sedi comunitarie è fissata dai Trattati europei.

La campagna di sensibilizzazione lanciata dal parlamento europeo, andrà avanti nei prossimi mesi e avrà come slogan “Act, React, Impact”, cioè “Agisci, Reagisci, Decidi”. Qui sotto il video postato su YouTube dall’Europarlamento.

Bruxelles ha anche reso noto, in nome della trasparenza il costo della campagna: 16 milioni di euro per 28 paesi in almeno 24 lingue. In pratica 0,0316 euro per ogni cittadino europeo, e 0,0388 per ogni elettore.

Un aggiornamento, con le ultime novità sulle elezioni europee 2014 e il sistema di voto, leggere il post più recente Elezioni europee dalla A alla Z e Il sistema di voto per le europee 2014, istruzioni per l’uso. Sulle previsioni elettorali e sul rischio populismo e/o astensionismo, leggere: Europee 2014, non ci sarà l’ondata populista.

 

2 COMMENTS

  1. mi vorrei cantidare come cittadino italiano per aiutare tutti gli italiani che sono all’estero mettero una legge che tutti gli italiani ritorneranno tutti in italia con un buon reddito speriamo che tutti gli italiani che sono fuori mi voteranno

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