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Dalla curvatura delle banane a quella dei cetrioli. Fioriscono sulla stampa inglese, le bufale contro Bruxelles. Che dipingono l’Europa peggiore di quella che è.  Il fenomeno è talmente radicato specie nel Regno Unito, dove convivono accanto ai giornali più autorevoli e blasonati anche una gran quantità di tabloid, che il locale ufficio di Rappresentanza della Commissione europea ha dovuto correre ai ripari. Ed ha istituito fin dal lontano 1992 un blog dedicato agli Euromyths, gli Euromiti, le notizie fabbricate a cadenza quasi quotidiana dalla stampa dell’Isola: notizie spesso inventate di sana pianta, ma talvolta esagerazioni creative e malevole di reali decisioni europee. Qualche volta, però, la realtà di una certa ottusa burocrazia comunitaria supera anche la più fervida fantasia.

La fabbrica di Miti europei

I tabloid inglesi, come abbiamo detto, sono la fonte principale ed inesauribile delle “bufale” sull’Europa. Queste false notizie vengono poi amplificate, rilanciate, spesso arricchite da una miriade di blog, e da altri giornali britannici. La politica, nel Regno degli euroscettici, fa la sua parte nell’aggiungere attacchi e contestazioni all’odiata “Bruxelles”. Così confezionate, le bufale sono pronte per l’esportazione in tutto il resto del Vecchio Continente, dove spesso vengono riprese da blog e giornali on-line. Un circolo vizioso perfetto, che si autoreplica e si autoalimenta ad ogni passaggio, e quasi mai, nella foga di aver sotto mano un presunto scoop, il giornalista o il blogger di turno si prende cura di verificare l’attendibilità della notizia. L’avvento dell’informazione online ha trasformato il giornalismo in una replica infinita di notizie false o almeno non verificate.

La curvatura delle banane

bananaIl caso più antico (1994) e famoso è quello della curvatura delle banane e dei cetrioli. Un caso che ha le sue radici nella realtà. Nel 1994 e nel 1998 la stampa britannica diffuse la notizia che “Bruxelles” nell’impeto di voler regolamentare ogni cosa, avrebbe vietato la vendita di banane “ricurve”. In realtà non ci fu nessun divieto di questo genere. E’ vero però che la Commissione definì alcuni standard di qualità necessari per mettere in commercio le banane sul mercato europeo ed internazionale (Commissione europea, regolamento 2257/94) catalogandole per lunghezza, assenza di difetti, eventuale “curvatura abnorme”. Un analogo regolamento classifica anche i cetrioli. I prodotti che non rispettano i requisiti previsti possono essere venduti, ma come seconda e terza scelta.

“Scollature vietate per le bariste”

carries-12-1-liter-beer-mugs-to-oktoberfNell’agosto 2004 alcuni giornali popolari riportarono la seguente notizia: «La Ue ha dichiarato guerra senza quartiere alle scollature della cameriere, e vuole vietare loro di indossare abiti troppo scollati». Gli “ineffabili scribacchini” europei hanno ritenuto che mostrare il petto possa rappresentare un rischio per la salute, continua il giornale.  E in una bozza di direttiva «che farà andare di traverso la birra ai clienti», i “burocrati di Bruxelles” ordinano alle cameriere di coprirsi. La spiegazione secondo la stampa britannica sarebbe questa: «Loro dicono che le cameriere corrono il rischio di cancro alla pelle, quando escono all’esterno esponendosi al sole, per raccogliere i bicchieri dei clienti».

Così la prosa del Sun. E il Daily Telegraph riferì di una condanna unanime di politici, proprietari di bar e delle stesse cameriere nei confronti di questa «assurda intrusione» che in alcuni posti come in Baviera, «distruggerà una tradizione lunga centinaia di anni». Naturalmente nulla di tutto ciò corrisponde al vero. “Bruxelles” nel 2005 aveva semplicemente adottato nuove regole (“direttiva sulle radiazioni ottiche”) per imporre ai responsabili del personale che lavora tutto il giorno all’esterno, di adottare misure in grado di prevenire l’insorgenza di patologie della retina e della pelle causate appunto dalla lunga e perdurante esposizione ai raggi del sole. Mai nessuno fra i “burocrati di Bruxelles” si è sognato di dire alle cameriere come dovessero vestirsi!

Inno nazi-sovietico per la UE?

prodiQuesta curiosa e poco nota vicenda si svolge nel 2004, ed ha per protagonista, suo malgrado, l’allora presidente della commissione Romano Prodi. Il quale si recò a Vienna per ritirare un premio per iniziative umanitarie dal locale Centro Rabbinico, e a margine gli fu donato da un professore austriaco, Peter Roland, un componimento in latino (lingua neutra per i 28 paesi): l’intenzione era di aggiungere le parole alla solenne musica dell’Inno alla Gioia, il movimento finale della 9a sinfonia di Beethoven, che dal 1985 è l’inno ufficiale dell’Unione europea. Questa la traduzione in italiano:

L’Europa è ora unita
e unita possa in eterno rimanere;
le differenze nell’unità
diffondano la pace nel mondo.
Regnino sempre in Europa
la fede, la giustizia
e la libertà dei popoli
in una patria più grande.
Cittadini, fiorisca l’Europa,
un’opera grandiosa vi chiama.
Ci congiungano le stelle,
aureo emblema del firmamento.

Questo banale episodio fu riportato dal Sun, nell’edizione del 3 febbraio 2004 in maniera del tutto distorta e per così dire, patriottica: «gli inglesi potrebbero presto essere costretti a cantare un’ode europea che inneggia alla “madrepatria” Europa. La notizia è di ieri sera. Al super-burocrate Romano Prodi è stato presentato un nuovo testo  per accompagnare il già esistente inno europeo, l’Inno alla Gioia di Beethoven. Ma il testo creato dall’accademico austriaco, dr Peter Roland, ha fatto infuriare per i suoi ammiccamenti all’Unione sovietica e al Nazismo. Ci sono pericolosi riferimenti al sl regime imperialista sovietico nella strofa: “libertà per i popoli in una patria più grande”».

“Accanimento” Ue contro i bimbi

Daily Mail,  10/10/2011,, foto a corredo dell'articolo
Foto Daily Mail, 10/10/2011

«Bruxelles vieta i giocattoli» titolava il 10 ottobre 2011 il Daily Mail. E titoli simili apparivano sul Daily Telegraph e Daily Express in quegli stessi giorni che denunciavano un “disumano” editto dei soliti burocrati, i quali si accanivano questa volta contro gli indifesi bambini.  Secondo questi giornali, l’UE aveva imposto nuove regole che vietavano l’uso dei palloncini gonfiabili e dei fischietti.

Naturalmente le cose stanno diversamente. Ci sono direttive europee, in particolare una del 1998 che cercano di salvaguardare la sicurezza e la salute dei bambini. Uno di questi regolamenti, del 1988, impone ai costruttori di palloncini in latex di riportare l’avvertenza per i genitori che il loro utilizzo fino all’età di 8 anni deve essere supervisionato da un adulto. Così come impone che i giocattoli destinati ai bambini entro i tre anni devono essere abbastanza grandi da non poter essere ingoiati. Si tratta di semplici ed utilissime regole ispirate al buon senso, e che ormai sono acquisite e ben accettate in tutti i paesi europei.

Tanto più che, sottolinea la Commissione, nel solo Regno Unito ogni anno vengono ricoverati al pronto soccorso 25 mila bambini che hanno sintomi di soffocamento per aver ingerito qualcosa. E negli Stati Uniti, dove esistono regole simili, uno studio ha dimostrato che «circa il 50% dei casi di soffocamento che conducano alla morte di bambini sono provocati proprio da palloncini».

Profilattici sulle barche per i pescatori

Altra gustosa “primizia” britannica riguarda le misure a salvaguardia della salute dei pescatori. Il solito “editto di Bruxelles”, secondo la stampa popolare inglese, vorrebbe imporre alle imbarcazioni da pesca di tenere a bordo uno stock di almeno 200 profilattici. Questo allo scopo di «consentire ai pescatori di poter fare sesso in sicurezza».

Naturalmente non esiste alcuna direttiva che impone un simile obbligo. Questa falsa notizia è davvero il frutto di una fantasia senza limiti, ma anche senza regole deontologiche. In Europa, assicurano i burocrati di Bruxelles, c’è semplicemente una norma, varata il 1° gennaio 1995 dal Consiglio dei Ministri UE, (GB compreso) che obbliga a tenere a bordo un certo numero di medicinali per le eventuali necessità dell’equipaggio e dei passeggeri.

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2 COMMENTS

  1. Ecco perchè ha vinto GREXIT!!!!!
    – Dalle banane ricurve ai profilattici per i pescatori, ecco fabbrica delle “bufale” contro l’Europa
    – “Scollature vietate per le bariste”
    – la Ue vieta di pescare le vongole con diametro sotto i 25 millimetri

    • Molte delle curiosità descritte in quel post sono pure invenzioni della stampa britannica. Altre invece sono vere. Ma non è per questo che ha vinto la Brexit

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