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Fra le poche novità nel mesto panorama della politica italiana ed europea c’è l’iniziativa del Partito Verde Europeo (EGP), in vista delle elezioni per l’Europarlamento di Strasburgo nel prossimo mese di maggio. Per la prima volta un partito sceglie i propri capilista (2, in ossequio alla divisione di genere) sulla base di «primarie pan-europee»: i due che prevarranno, potranno poi essere candidati alla guida della Commissione europea, secondo le nuove regole dettate dal Trattato di Lisbona. Una scelta che indica la volontà di superare i confini nazionali nella prospettiva di un partito che abbia una dimensione e una cultura davvero transnazionale.

Una nota del gruppo Verde all’europarlamento parla di “gara” per la presidenza della Commissione; ma si tratta evidentemente di una semplificazione a scopo pedagogico, perché le norme per la scelta del successore di Barroso saranno in realtà un braccio di ferro fra Parlamento e Consiglio, più che una “gara” dove a scegliere saranno davvero i cittadini.

Alle consultazioni potranno partecipare da domenica 10 novembre fino al 28 gennaio prossimo tutti i cittadini che abbiano compiuto almeno 16 anni di età e che si riconoscono nei valori dei Verdi o che sono iscritti a un partito “Green” di uno dei 28 paesi dell’Unione. La consultazione avviene on-line e si possono indicare 2 preferenze.

Quando si parla di primarie, in Italia viene immediatamente alla mente, come in un riflesso pavloviano, la follia autolesionistica delle consultazioni in corso fra gli elettori del Pd. Nulla da più lontano da questa proposta dei Verdi europei. Non sono necessari passaggi burocratici, né tesseramenti, o attestati di fedeltà ideologica o politica; l’adesione a certi valori “verdi” è la condizione minima ma sufficiente per poter esprimere on line il proprio voto.

E siamo lontani anche dalla retorica totalizzante del grillismo che assegna alla Rete un potere quasi divinatorio. Qui si tratta di scegliere on line fra 4 personalità note e competenti nel mondo della politica verde europea, che hanno già ottenuto il consenso di almeno 4 partiti verdi nazionali.

Fra i candidati c’è anche l’italiana Monica Frassoni, che ha alle spalle una lunga esperienza di parlamentare europeo. Gli altri sono José Bové, Rebecca Harms e Ska Keller. Per saperne di più visitate il sito .

Una piccola novità, che però potrebbe indicare una direzione nuova e positiva: una strada che forse anche le altre forze politiche potrebbero utilmente percorrere.

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