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Disegno di Stephff per Rue89

Realismo e cambiamento. coniugare queste due esigenze per Renzi è una strada obbligata dopo lo straordinatrio successo elettorale nei suoi rapporti con l’Europa. Ma si potrebbe semplicemente dire, con la cancelliera Merkel. Perché nelle maceria delle quali è disseminata l’Unione Europea del dopo voto, in Europa sono rimasti due soli capisaldi ad impedire l’assalto dei nuovi eurobarbari: l’Italia e la Germania, gli unici due grandi paesi fondatori non scossi alla radice dall’assalto degli eurobarbari.

Per chi ama parlare di assi, si può dire che un nuovo asse italo-tedesco esiste già dal 26 maggio ed è destinato a dominare la scena nei prossimi mesi. Un asse della responsabilità, in grado di opporsi alle tante spinte centrifughe che caratterizzano la nuova mappa politica dell’Europa post 25 maggio.

Renzi potrà far valere questa posizione di privilegio che si è conquistato con il voto, sapende di doversi confrontare con una donna che ha qualità e determinazione fuori dal comune, e che rappresneta la più grande e solida economia europea.

La sfida maggiore per il presidente del consiglio, che con questo voto ha anche ottenuto quella fortissima legittimazione popolare che prima gli mancava, è rompere quella cappa di conservatorismo ed austerità che la cancelliera ha proiettato su tutto il continente. Il voto nei 28 paesi dice con chiarezza che bisogna cambiare strada, pena la fine stessa dell’euro e dell’Europa, le cui conseguenze sarebbero catastrofiche per tutti, anche per la Germania.

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