Tornare alla lira? Ci costerebbe 10.000 euro a testa per molti anni

Quanto costerebbe ad ogni singolo italiano, l’uscita dall’Euro e il ritorno alla moneta unica, ipotesi rilanciata recentemente da Grillo? Purtroppo nessuno è in grado di dirlo con esattezza, perché non esistono studi autorevoli di accreditati enti indipendenti di ricerca italiani sull’ipotesi di un ritorno alla lira. Altri Paesi, come la Germania, nei momenti più caldi della crisi del debito, hanno invece studiato gli effetti sui contribuenti tedeschi ed europei di un possibile scenario di default della moneta unica.
Secondo Adriana Cerretellli, che sul Sole 24 ore riportò i risultati di quella ricerca , ciascun cittadino italiano avrebbe sborsato per i primi anni una somma pari al 9500-11.500 euro l’anno. Successivamente, dai 3 ai 4 mila euro, sempre su base annua. I tedeschi se la sarebbero cavata con 6 mila – 8 mila euro iniziali. Un default congiunto di Grecia, Irlanda e Portogallo sarebbe costato molto meno al contribuente germanico, non più di 1000 euro a testa. Meglio salvare l’euro, si pensò quindi a Berlino.
Anche gli inglesi, che non fanno parte della moneta unica, si sono chiesti più di recente se il Regno Unito avrebbe tratto vantaggi dal tagliare ogni legame con i “burocrati” che,”impongono i loro diktat” da Bruxelles. La risposta, riportata dal Financial Times, e finita nelle mani di un imbarazzato Cameron, è che Londra ha tutto da guadagnare dal restare nella confortevole posizione in cui si trova oggi. Per metà dentro l’Europa e per metà fuori, grazie all’esercizio costante del diritto di veto ed al ricorso agli “opt out”, le clausole di salvaguardia.
E davvero crediamo che per noi il ritorno alla lira significherebbe poter rivedere finalmente la luce in fondo al tunnel?

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