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La Commissione europea, il potere legislativo dell’UE

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Se Il Consiglio europeo è il luogo delle decisioni politiche e il Parlamento è quello della democrazia europea, la Commissione è il più importante organo legislativo dell’Unione; è la massima espressione dello spirito comunitario, nel senso che rappresenta gli interessi dell’Europa nel suo complesso e non come “somma” dei singoli stati.

La Commissione ha vari compiti:

  1. proporre atti legislativi al Parlamento e al Consiglio
  2. gestire il bilancio dell’UE, attribuendo i finanziamenti
  3. vigilare sull’applicazione del diritto dell’Uione, congiuntamente con la Corte di giustizia
  4. rappresentare l’Unione europea a livello internazionale.

Il primo compito, quello legislativo, è preminente, anche se negli ultimi anni, specie con l’esplodere della crisi, questo organismo ha assunto un ruolo centrale nel controllo dei conti pubblici dei paesi membri, specie nel corso del cosidetto Semestre europeo, il ciclo di coordinamento delle politiche economiche e di bilancio dei singoli paesi che si effettua nella prima metà dell’anno.

Commissione-Europea-Ingresso-Palazzo-Berlaymont-ImcIl diritto di iniziativa è una delle prerogative specifiche dell’Esecutivo di Bruxelles, e si traduce nel diritto di presentare iniziative legislative al Parlamento europeo e al Consiglio dell’Unione europea cui spetta il compito di approvarle; funziona così la cosiddetta  procedura legislativa ordinaria o codecisione. La fase preparatoria di queste iniziative è lunga e complessa, perché la Commissione ascolta di norma tutte le parti interessate ed esprime le sue valutazioni sull’impatto economico, sociale ed ambientale che queste iniziative possono avere.

La Commissione puà agire, o di propria iniziativa, in attuazione del dettato dei Trattati, su mandato di altre istituzioni, come il Parlamento europeo, o il Consiglio, o ancora i governi o le parti  interessate.

Il diritto di iniziativa dei cittadini

Un aspetto importante e nuovo, introdotto dal Trattato di Lisbona, è il diritto dei cittadini europei a proporre alla Commissione un’iniziativa legislativa. Il regolamento approvato nel 2011 da Parlamento e Consiglio definisce i criteri da rispettare.

E’ necessaria la firma di almeno 1 milione di cittadini di almeno un quarto degli Stati membri dell’UE per invitare la Commissione sticker_iteuropea a proporre atti giuridici in settori di sua competenza. Gli organizzatori di un’iniziativa, dopo aver costituito un comitato composto da almeno 7 cittadini dell’UE residenti in almeno 7 diversi Stati membri, hanno 1 anno per raccogliere le dichiarazioni di sostegno necessarie. Il numero delle dichiarazioni di sostegno deve essere certificato dalle autorità competenti degli Stati membri. La Commissione ha quindi a disposizione 3 mesi per esaminare l’iniziativa e decidere cosa fare.

Dal 1 aprile 2012, quando è partita l’Iniziativa dei cittafini europei, sono state presentate sei proposte, due delle quali hanno già ottenuto una risposta da parte della Commissione. Per altre 5 proposte si è nella fase di raccolta delle firme. Per saperne di più, visita la pagina, in italiano, dedicata a questo argomento.

E’ bene comunque ricordare che la Commissione opera sulla base di due principi stabiliti dai Trattati: quello di sussidiarietà, che impone all’l’Unione di intervenire solo quando la sua azione è considerata più efficace di quella intrapresa a livello nazionale, regionale o locale, e di proporzionalità, che delimita l’azione dell’Unione l’azione dell’Unione al raggiungimento degli obiettivi dei Trattati.

 Collegialità

La Commissione è un organo collegiale, che si compone di 28 membri, uno per ogni paese membro, compreso il presidente ed i vicepresidenti. Il presidente, quello uscente è il portoghese Barroso, il nuovo dovrebbe essere il lusssemburghese Juncker, definisce le priorità politiche dell’organismo e attribuisce ad ogni singolo commissario la responsabilità per un settore specifico. Può anche, in qualsiasi momento cambiare le attribuzioni. Naturalmente nell’assegnazione delle deleghe strategiche, come quella per gli affari economici e monetari, il peso dei governi nazionali nelle decisioni finali è assai rilevante.

Il principio della collegialità è dunque fondamentale nella vita della Commissione. Ciò significa che le decisioni vengono prese di comune accordo dal Collegio dei commissari che è collettivamente responsabile dinanzi al Parlamento europeo. E in questa ottica, I commissari non hanno alcun potere decisionale proprio, se non quando sono esplicitamente autorizzati dalla Commissione stessa.

Come si elegge il Presidente?

imagesTema quantomai spinoso ed attuale. A chi spetta il diritto di scegliere la più importante carica europea, il presidente della Commissione? al Parlamento? al Consiglio europeo, cioè ai governi nazionali? La norma contenuta nel Trattato di Lisbona è indeterminata e si applica per la prima volta quest’anno nella scelta del successore di Barroso. In realtà, il potere di nomina è un potere  è un potere duale, nel senso che viene esercitato sia dal Parlamento che dal Consiglio: al secondo spetta il compito di designare un candidato (a maggioranza qualificata, se non si raggiunge l’unanimità dei consensi, come è avvenuto quest’anno con la scelta di Juncker), mentre il primo esercita il potere di elezione del candidato, attraverso un voto a maggioranza.  Ecco cosa prescrive il Trattato Lisbona, all’art 9 D, comma 7:

Tenuto conto delle elezioni del Parlamento europeo e dopo aver effettuato le consultazioni appropriate, il Consiglio europeo, deliberando a maggioranza qualificata, propone al Parlamento europeo un candidato alla carica di presidente della Commissione. Tale candidato è eletto dal Parlamento europeo a maggioranza dei membri che lo compongono. Se il candidato non ottiene la maggioranza, il Consiglio europeo, deliberando a maggioranza qualificata, propone entro un mese un nuovo candidato, che è eletto dal Parlamento europeo secondo la stessa procedura.

La decisione del consiglio di designare Juncker a maggioranza, con l’opposizione di Regno Unito e Ungheria (e non all’unanimità, come sempre era avvenuto in passato) è importante perché è destinata a fare giurisprudenza. In sostanza i capi di stato e di governo hanno stabilito il principio, rivendicato fin dall’inizio dal Parlamento, che avrebbe dovuto essere designato il candidato del partito pan-europeo che avesse ottenuto la maggioranza relativa dei consensi nel nuovo parlamento.

La discussione, e le polemiche comunque sono destinate a non fermarsi.

Struttura e sedi

I 28 commissari possono contare su una struttura estremamente complessa e fortemente competente, suddivisa in direzioni generali e servizi. Qui un elenco completo della struttura. COn i suoi 34.000 dipendenti, provenienti da ogni paese, generalmente poliglotti e berlaymontsuper-specializzati (ma anche assai ben retribuiti) costituiscono quella che i detrattori definiscono spesso spregiativamente la castaberlaymont di Bruxelles, o degli euroburocrati.

La sede centrale della Commissione è il palazzo Berlaymont, nel cuore del quartiere europeo di Bruxelles, ma ha sedi in altre zone della capitale belga e in Lussemburgo. Uffici di rappresentanza ci sono in tutti i paesi membri, con sedi per l’Italia a Roma e Milano.

 

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