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Il Consiglio UE e la sua presidenza semestrale

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councilPrivata del ruolo di coordinamento del Consiglio europeo, con l’entrata in vigore del Trattato di Lisbona nel dicembre 2009, la presidenza di turno semestrale dell’UE si limita a presiedere e coordinare le riunioni del Consiglio dell’Unione europea, che è un organismo fra i piu importanti dell’UE: esso è formato dai ministri provenienti da ciascun paese dell’UE e ha il compito di adottare le leggi e coordinare le politiche. E’ il luogo nel quale insomma si studiano, si esaminano e si approvano i dossier su tematiche specifiche, che possono essere sottoposte poi per gli argomenti più scottanti all’approvazione finale del Consiglio europeo.

Nei dettagli, il Consiglio dell’Unione europea, oltre ad adottare la legislazione UE, coordina le politiche economiche degli stati membri, firma accordi internzionali dell’Unione con altri paesi, e approva, insieme al parlamento, il bilancio annuale dell’UE

Il Consiglio dell’UE va distinto dal Consiglio europeo che riunisce i capi di stato e di governo; esso si articola in 10 diverse formazioni, a seconda delle materie trattate e dei ministri interessati:

Affari generali
Affari esteri
Economia e finanza (compreso il bilancio)
Giustizia e affari interni (compresa la protezione civile)
Occupazione, politica sociale, salute e consumatori
Competitività (mercato interno, industria, ricerca e spazio)
Trasporti, telecomunicazioni e energia
Agricoltura e pesca
Ambiente
Istruzione, gioventù, cultura e sport (compreso gli audiovisivi)

Di queste formazioni le prime tre rivestono un’importanza un po’ speciale, ed in particolare il Consiglio Affari Generali, che fra le altre cose coordina i preparativi dei Consigli europei.

Un ruolo tecnico-politico fondamentale nel processo di formazione delle leggi nell’ambito del Consiglio UE e dell’Unione in generale è svolto dal COREPER, il Comitato dei rappresentanti permanenti, che, insieme ad altri 150 gruppi ad alta specializzazione svolge un prezioso e indispensabile lavoro preparatorio delle riunioni dei Consigli UE.

Nel quadro del Consiglio, uno status particolre ha il Consiglio esteri. Diversamente dagli altri, la cui presidenza spetta a rotazione ad uno stato membro, il Consiglio esteri ha un presidente fisso, che è l’Alto Rappresentante per la politica estera e di sicurezza dell’UE.

Come vengono adottate le decisioni del Consiglio?

Ma in base a quali criteri il Consiglio UE adotta le sue decisioni? Quello del sistema di voto è un aspetto cruciale, perché non è facile assicurare a 28 paesi di diverso peso economico e demografico una parità di condizioni. Inoltre il voto all’unanimità che resta per alcune materie come sicurezza, affari esteri e imposizione fiscale, dà a ciascun paese il diritto di porre il veto e bloccare il processo decisionale.

La lotta per limitare i diritto di veto di un paese singolo o di una minoranza di paesi, è la storia stessa della costruzione europea, perché è assurdo pensare di poter adottare una decisione quando ciascuno dei 28 stati membri ha il potere di bloccare tutto; ebbene, questa battaglia ha avuto alterne vicende.

Sistema di voto fino al novembre 2014

Fino al 1 novembre 2014, quando cioè entrerà in vigore del Trattato di Lisbona su questa specifica materia, il Consiglio delibera su molte materie a maggioranza qualificata, e talora con maggioranze di 2/3, secondo un meccanismo di rappresentanza ponderata, in grado di garantire anche i paesi più piccoli, secondo i criteri definiti dal Trattato di Nizza. Ogni paese dispone cioè di un certo numero di voti in Consiglio secondo uno schema decrescente; Germania, Francia, Italia e Regno Unito: 29 voti; Spagna e Polonia: 27; Romania: 14; Paesi Bassi: 13; Belgio, Repubblica ceca, Grecia, Ungheria e Portogallo: 12; Austria, Bulgaria e Svezia: 10; Croazia, Danimarca, Irlanda, Lituania, Slovacchia e Finlandia: 7; Cipro, Estonia, Lettonia, Lussemburgo e Slovenia: 4; Malta: 3.

Il totale dei voti a disposizione è dunque di 352, e la maggioranza qualificata si ottiene quando ricorrono 2 condizioni: 1) il voto favorevole di ameno la metà dei paesi; 2) un quorum di almeno 260 voti su 352. Prevista anche la facoltà per un paese di chiedere di verificare se i voti favorevoli rappresentino almeno il 62% del totale della popolazione europea.

Sistema di voto dopo il novembre 2014

A partire dal 1 novembre 2014 il meccanismo di voto in Consiglio cambierà, ed entrerà in vigore il sistema della “doppia maggioranza”, ed è una delle novità più importanti introdottte dal Trattato di Lisbona: per poter adottare un provvedimento sarà qindi necessario il voto favorevole di almeno il 55% degli Stati dell’UE (ossia su 27, 15 Stati membri) e di almeno il 65% della popolazione dell’UE. Almeno 4 membri del consiglio possono dar vita ad una minoranza di blocco. Da notare che dal novembre 2014 al marzo 2017 qualsiasi stato membro potrà chiedere l’applicazione del vecchio mecanismo di voto ponderato.

Un meccanismo più semplice rispetto al passato, dunque, ma anche più democratico.

La presidenza semestrale del Consiglio dell’Unione europea

La presidenza cosiddetta “rotante” del Consiglio UE spetta ogni 6 mesi ad un paese dell’Unione secondo il regolamento del 2007.

Dal 1 Luglio al 31 Dicembre 2014 la presidenza spetta all’Italia, che l’ha già esercitata tre volte nel passato: nella seconda metà del 1990 con Giulio Andreotti, e in tempi più recenti, nei primi 6 mesi del 1996, prima con Romano Prodi poi con Lamberto Dini che gli succedette a Palazzo Chigi, e infine nella seconda metà del 2003 con Silvio Berlusconi.

Queste sono invece le attuali e future presidenze di turno:

Grecia: gennaio – luglio 2014
Italia: luglio – dicembre 2014
Lettonia: gennaio – giugno 2015
Lussemburgo: luglio – dicembre 2015
Paesi Bassi: gennaio – giugno 2016
Slovacchia: luglio – dicembre 2016
Malta: gennaio – giugno 2017
Regno Unito: luglio – dicembre 2017
Estonia: gennaio – giugno 2018
Bulgaria: luglio – dicembre 2018
Austria: gennaio – giugno 2019
Romania: luglio – dicembre 2019
Finlandia: gennaio – giugno 2020

La presidenza tu turno ha il compito di portare avanti il lavoro normativo del Consiglio UE assicurando neutralità ed equilibrio. Le sue funzioni principali sono due: a) pianificare e presiedere le sessioni del Consiglio UE e le riunioni dei suoi organi preparatori; b) rappresentare il Consiglio UE nelle relazioni con le altre istituzioni dell’Unione, in particolare Commissione e Parlamento, anche attraverso i cosiddetti triloghi, cioè negoziati informali fra le tre istituzioni  sui dossier legislativi.

Il Trattato di Lisbona ha poi introdotto il cosiddetto Trio, cioè una forma di stretta collaborazione fra i tre paesi che esercitano la presidenza nei tre semestri consecutivi ( ad esempio il Trio nel semestre italiano sarà formato da Grecia, paese uscente, Italia, e Lettonia, paese che subentrerà al nostro all’inizio del 2015). Questo meccanismo serve a garantire coerenza e continuità all’azione del Consiglio. Il Trio fissa obiettivi a lungo termine e prepara un programma comune per 18 mesi. Sulla base di tale programma, ciascuno dei tre paesi prepara il proprio specifico e dettagliato programma semestrale ed un calendario degli appuntamenti. Qui il calendario provvisorio del semestre italiano.

Al di là delle funzioni istituzionali, il semestre di presidenza rappresenta anche una vetrina per il paese che lo esercita, e che spesso ospita sul proprio territorio sessioni formali e informali, quando non si svolgono a Bruxelles.

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